Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" crazia." Finita la battaglia con un insuccesso, nessuno pensò piu al pretesto della battaglia. E il regolamento Rava nessuno lo assale piu, ormai. Lo stesso è del divorzio. Ben pochi lo vogliono sul serio, per convinzione profonda, con passione fervida e pugnace. Per i piu esso non è che un espediente parlamentare, e niente altro. E perciò lo vediamo e lo vedremo per molto tempo, da un momento all'altro, apparire e sparire, essere urgente ed essere dimenticato. Intorno al partito radical/ Caro Zàgari, Non vedo da quali parole dell'articolo pubblicato su L'Unità del n. 16 su L'equivoco radicale, tu possa attribuirci la opinione che i radicali di sinistra sieno "asserviti" a quelli di destra. Questo noi non l'abbiamo mai né detto, né pensato. Noi abbiamo sempre guardato con simpatia al movimento dei radicali di sinistra. Ma abbiamo nello stesso tempo sempre affermato che un accordo sincero fra essi e i radicali di destra non è possibile, e che la loro convivenza coi radicali di destra nello stesso partito è causa di continui equivoci, e minaccia di annullare e discreditare ogni tentativo, per quanto sincero dei radicali di sinistra. Di Scipione Borghese non dubitiamo: ricordiamo anzi il suo programma elettorale antiprotezionista durante le ultime elezioni generali; e ricordiamo che appunto dopo la pubblicazione di quel programma, dalla sera alla mattina, la affarista Tribuna gli si voltò contro. E meno che mai dubitiamo - diavolo! - di Antonio De Viti De Marco. Dubitiamo solo che questi uomini riescano a conchiudere alcunché di efficace, finché dovranno marciare in compagnia di uomini come Ettore Sacchi ed Edoardo Pantano. Ecco tutto. Tu sei di diverso parere. Auguriamo vivamente a te e ai tuoi e nostri amici di non errare. E il giorno, in cui avrete ottenuto vittoria contro gli ostacoli che nel Partito radicale impediscono ogni rinnovamento, sta pur sicuro che noi saremo i primi ad applaudirvi e a rallegrarci con voi del bene che avrete fatto al paese. Ma in attesa, ci devi consentire di essere scettici e di esporre di tanto in tanto i motivi del nostro scetticismo 1 Da "L'Unità," III, n. 18, 1° maggio 1914. Lettera a firma "g. s. 11 a Guglielmo Zàgari, in risposta alla sua lettera del 20 aprile 1914 pubblicata nello stesso numero, in cui questi si duole di sentir parlare di "equivoco radicale" (vedi l'articolo comparso con questo titolo nel n. 16 del 17 aprile 1914), quando "l'unico partito che si occupi seriamente della questione doganale è il Partito radicale"; e ricorda in proposito la recente "magnifica vittoria del Congresso," e la lunga battaglia antiprotezionista di radicali come Scipione Borghese e A. De Viti De Marco. [N.d.C.] 450 Bibloteca Gino Bianco

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