Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Il divorzio ... in soffitta radicali, evitando di muovere all'assalto sul terreno dell'anticlericalismo divorzista, hanno dimostrato di considerare il divorzio, non come una imprescindibile necessità della nostra vita nazionale, ma come un semplice espediente di politica parlamentare, che si mette in mot0 quando può servire a rendere un servizio all'onorevole Giolitti, e si manda in soffitta quando i tempi non sono maturi. Se credessero alla necessità immediata del divorzio con quella convinzione tenace e attiva, che rende rispettabili gli uomini e i partiti anche quando sono in errore, non starebbero a guardare ai resultati parlamentari della loro opera: darebbero la battaglia, si lascerebbero sconfiggere, ricomincerebbero da capo, e continuerebbero fino alla vittoria. La verità è che i radicali non credono a nulla, salvo che all'onorevole Giolitti. Non han voglia di battagliare: han voglia di vincere al piu presto. Il divorzio sembrava ad essi, poche settimane or sono, un buon ponte levatoio per invadere il castello del Governo, e perciò se ne mostravano sviscerati. Ma non appena hanno sentito che questo tasto non rispondeva, ecco la campagna rinviata a tempi migliori. Non è la prima volta che assistiamo a questo genere di agitazioni rientrate. Chi non ricorda la campagna del 1906 contro l'insegnamento religioso nelle scuole e contro il regolamento Rava2? - Pareva che i destini del genere umano dipendessero dal mantenimento o dall'abolizione del regolamento Rava. Si facevano comizi di protesta; si scrivevano sui giornali articoli di fuoco; nella Camera l'estrema sinistra sembrava il monte Bianco neff ora delle maggiori tempeste: nubi, lampi, tuoni, contro ... l'onorevole Tittoni. 3 Già: contro l'onorevole Tittoni, che era ministro degli Esteri, e non contro l'onorevole Rava che era ministro dell'Istruzione, e tanto meno contro l'onorevole Giolitti che era... tutto. Alla fine si venne ai voti: la maggioranza della Camera approvò il regolamento Rava; e da quel momento gli anticlericali non se ne occuparono piu. Se quel regolamento era un disastro, perché abbandonare la lotta alla prima sconfitta? E se non meritava una lotta accanita e continuata fino alla sua abolizione, perché tanto fracasso di indignazioni? Gli è che ai nove decimi di coloro che urlavano, dell'insegnamento catechistico nelle scuole non importava e non importa un bel corno. Il regolamento Rava era semplicemente un pretesto per assalire i clericomoderati, rappresentati dall'onorevole Tittoni nel Gabinetto Giolitti, e per fare uno spiegamento di forze che convincesse l'onorevole Giolitti della utilità di far divorzio con Tittoni e passare a nuove nozze con la "demo2 Rava Luigi (1860-1938), giurista e uomo politico, ministro dell'Istruzione dal 1906 al 1909, fu autore di un regolamento (approvato dalla Camera nel febbraio 1908), secondo il quale spettava alla maggioranza del Consiglio comunale di decidere pro o contro l'insegnamento religioso nelle scuole elementari, con la riserva che, se la decisione era negativa, i padri di famiglia avevano il diritto di ottenere che l'insegnamento fosse impartite a loro spese in aule che l'amministrazione municipale doveva porre a loro disposizione. [N.d.C.] 3 Tittoni Tommaso (1855-1931), uomo politico, ministro degli Esteri nel 1903-1905 e nel 1909-1910, triplicista, favorevole allo statu quo balcanico. [N.d.C.] 449 Bibloteca Gino Bianco

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