Da "L'Unità" fatti, classificati fra i sostenitori della "tirannide legalizzata dello Stato" ci ha fatto una strana impressione di stupore e di sgomento. Intendiamoci bene. Noi non condividiamo niente affatto l'opinione del Lanzillo che "l'azione statale non è mai la migliore." Vi sono attività, che il solo individuo può compiere coi migliori resultati; e ve ne sono altre, a cui occorre il concorso delle forze associate e organizzate. E lo Stato è, insieme alle organizzazioni libere e agli enti locali, una forma di associazione, meglio adatta di qualunque altra a certe determinate funzioni:· vorremmo vederla, per esempio, la giustizia amministrata dagl'individui ... In quali circostanze e fino a qual punto l'azione coattiva dello Stato o degli enti locali di diritto pubblico possa utilmente sostituirsi a quella degl' individui isolati o delle associazioni libere, è problema che non si può risolvere con aforismi assoluti, ma che ammette soluzioni diversissime, caso per caso, secondo le singole questioni, e secondo i diversi paesi, e i diversi momenti storici dello stesso paese. In generale, la democrazia dovrebbe diffidare sistematicamente dell'accentramento statale, e considerare come sua antitesi permane_nte la burocrazia. Dove l'individuo isolato si manifesta incapace di risolvere un problema, bisogna ricorrere alle prove dell'associazione libera, prima di invocare l'intervento coattivo della legge; e dove quest'intervento appare necessario, bisogna mettere in moto gli enti locali prima di aumentare le funzioni della burocrazia statale. E i socialisti dovrebbero stare bene attenti a non confondere, come han fatto continuamente nel decennio passato in Italia, la "socializzazione" con la "statizzazione." In Italia, poi, oggi, occorre essere piu avversi che mai a quel funesto andazzo radicale-riformista, che tende a sostituire dovunque l'assolutismo burocratico all'azione democratica degl'individui isolati, delle associazioni libere, degli enti locali. Anche dove teoricamente l'opera dello Stato può apparire piu conveniente di quella degl'individui, delle associazioni, degli enti locali, è necessario, oggi, in Italia, diffidare praticamente dello Stato. Perché lo Stato, cioè i ministeri e gl'impiegati che ne dipendono, ha fatto finora tra noi una cosf perversa prova, che non v'ha sproposito piu grande che il volerne aumentare le funzioni e i poteri. E meno che mai ci siamo sognati di attribuire allo Stato "funzioni moralistiche" e "ingerenze in questioni religiose." Ci mancherebbe altro! Alla legge sulla precedenza del matrimonio civile, L'Unità si è opposta, appunto perché essa rappresenta una inutile e ingiusta limitazione della libertà individuale. Quanto alla nostra "statofilia" nella questione dell'insegnamento, rinviamo al piccolo articoletto, che segue sul monopolio scolastico, e alla nostra avversione invincibile contro l'avocazione della scuola elementare allo Stato. E quanto alla missione, che noi affideremmo allo Stato di "sostituirsi alle Chiese e di diventare addirittura esso stesso una Chiesa," possiamo assicurare l'amico Lanzillo che egli ha preso un grosso abbaglio. 446 BiblotecaGino B.ianco
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