Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Il Congresso radicale rinnovamento e di epurazione, che non mai come 1n questo momento si è dimostrato opportuno e degno di trionfare. Il Congresso radical/ La Tribuna ne dice un gran male. Dunque è un Congresso che deve avere fatto qualcosa di bene. E, infatti, il Congresso ha fatto le seguenti cose buone: 1) ha respinto l'ordine del giorno dei politicanti giolittiani; 2) ha approvato l'ordine del giorno Murri che deplorava "l'applicazione del suffragio universale fatta dal Governo contro gl'interessi della democrazia per le violenze elettorali, l'accordo coi clericali, e le dichiarazioni protezioniste del presidente del Consiglio"; 3) ha approvato l'ordine del giorno De Viti De Marco, nel quale "il Congresso afferma che ogni eventuale collaborazione del Partito radicale co'n gli altri partiti democratici debba dare al Paese sicure garanzie: a) che si dia principio ad una politica di energica difesa della funzione aconfessionale dello Stato; b) che si dia principio ad una politica di graduale realizzazione antiprotezionista, sia nella revisione della tariffa generale, sia nella prossima rinnovazione dei trattati di commercio; e) che si contenga entro i limiti dello stretto necessario cosI l'aumento delle spese militari come l'aumento dei tributi; d) che si arresti il regime burocratico ministeriale, che si sta ora estendendo anche in Libia in via amministrati va, passando sopra al Parlamento di cui si è difatto soppresso ogni controllo politico e finanziario"; 4) e finalmente ha nominata una direzione del Partito, in cui le ragioni di una valida lotta antiprotezionista saranno rappresentate permanentemente e tenacemente da uomini come Scipione Borghese2 ed Edoardo Giretti. Noi non diciamo che con questo Congresso la crisi del radicalismo sia risoluta. Troppa gente ha interesse al permanere della confusione e dell'equivoco, perché la tendenza battuta nel Congresso non debba cercare di prendersi la rivincita nella nuova direzione, con tutti quegli espedienti cosI detti politici, davanti a cui gli uomini non politici si trovano spesso disorientati e incapaci di lottare. 1 Da "L'Unità," III, n. 6, 6 febbraio 1914, a firma "L'Unità." [N.d.C.] 2 Borghese Scipione (1871-1927), principe, pioniere dell'automobilismo, compagno di Luigi Barzini nel famoso raid Pechino-Parigi (1907), deputato di Albano Laziale nella XXII legislatura, fondò e diresse a Roma la rivista "Lo Spettatore." [N.d.C.] 443 BiblotecaGino Bianco

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