Il Congresso radicale "fiscale," che si può presumere debba essere la conseguenza dell'abolita protezione e del diminuito prezzo, potrebbe, poi, servire ad iniziare la riduzione del dazio sul grano, senza alcuna perdita dell'erario. E tutto questo sia detto nella dannata ipotesi che l'erario, per il quale non si ha nessun r_iguardo allorché si vogliono spendere i miliardi per le imprese coloniali, debba essere considerato come un'arca santa intangibile solo allorché si tratta di diminuirne le entrate per un interesse veramente popolare e nazionale, qual è quello della lotta contro i trivellatori dello Stato. Perché, per esempio, una parte di quella fitta gragnuola di tasse, con cui si cerca ora di riempire la voragine delle spese libiche e della nuova politica imperialista, non potrebbe essere utilizzata a diminuire il dazio sul grano, dopo che si sia detta la parola fine alle spacconate pericolose e insulse della politica estera sangiulianea? Quando il bilancio era in floride condizioni, si diceva che il protezionismo non si poteva abolire per 6666 motivi. Oggi che quei 6666 motivi non si possono invocare piu, perché nessuno li prende piu sul serio, si pretestano le cattive condizioni del bilancio. La verità è che il bilancio, dall'abolizione, sia pure graduale, del protezionismo non ha nulla da perdere, ed ha molto da guadagnare, se non altro per il vantaggio indiretto, che ricaverebbe dall'aumento della rie- ' chezza nazionale. Il Congresso radical/ Non è facile prevedere come andrà a finire. Ma le forze, che si disputeranno il campo, sono oramai ben delineate, ed è agevole tracciare fino da ora le tendenze di ciascun gruppo. Il Congresso radicale avrà anzitutto la sua brava tendenza ministeriale tout court, formata dai ministri e sottoministri, da quei deputati, le cui elezioni sono tuttora contestate, e da quelli che sono stati convalidati dopo elezioni del tipo di Minervino Murge. Sono gli uomini dell'adattamento elevato a sistema: repubblicani diventati n1onarchici dalla sera alla mattina; mezze anime bisognose di un "porto di rifugio" da cui possano non compromettersi con nessuno; avvocatucci ed avvocatoni avventurosi, cui non par vero di conciliare i due termini opposti e contraddittorii: l'appartenenza ad un partito d'estrema e la fedeltà a qualunque governo; gen1 Da "L'Unità," Ili, n. 3, 16 gennaio 1914, a firma "L'Unità." Si tratta del Congresso tenutosi a Roma nel febbraio 1914, che votò per l'uscita dei ministri radicali dal Governo Giolitti, portando alla caduta di quest'ultimo. [N.d.C.] 441 BiblotecaGino Bianco
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