Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" Protezionismo ed entrate fiscali "Appena le condizioni dell'erario lo permetteranno," ha scritto l'on~- revole Luzzatti2 sul CMriere della Sera dell'll gennaio, "bisognerà portare il dazio del caffè da 130 a 100 lire per quintale, gradatamente sgravare gli zuccheri, ridurne la protezione, e poi affrontare il problema del dazio sul grano." A parte il dazio sul caffè, che non ha nessuna funzione protezionista e la cui riduzione dando impulso ad un maggior consumo sarebbe rapidamente compensata con un aumento di entrate - noi non riesciamo a vedere perché l'onorevole Luzzatti voglia aspettare il permesso delle condizioni del1' erario, per abolire il protezionismo zuccheriero. Gli zuccherifici "nazionali" pagano all'erario 73 lire di tassa di fabbricazione per ogni quintale di zucchero raffinato: e questa tassa "fiscale" non c'è nessun bisogno per ora di ridurla o di abolirla. Lo zucchero "estero," invece, paga alla dogana una tassa di lire 99 a quintale, pari alle 73 lire di tassa di fabbricazione pagata dagli zuccherifici "nazionali," piu 26 lire di protezione. Ed è grazie a queste 26 lire di protezione a quintale che gli onorevoli Maraini 3 e c. rubano al popolo italiano circa 40 milioni all'anno. Ora, riducendo la tassa doganale da lire 99 a lire 73, l'erario non viene a perdere neanche un centesimo, mentre i consumatori guadagnano circa 40 milioni annui. La sola conseguenza sarà che la tassa di 73 lire a quintale, invece di essere pagata in Italia dagli zuccherifici "nazionali," sarà pagata alla dogana dagl'importatori esteri su tutto quello zucchero, che eventualmente, non essendo piu fabbricato in Italia dopo la chiusura di alcune fabbriche "nazionali," sarà importato dall'estero. L'erario, anzi, avrà certamente molto da guadagnare dalla riduzione del prezzo dello zucchero di ben 26 cent. a chilogrammo: perché questa riduzione di prezzo farà aumentare il consumo, e per conseguenza aumenterà anche il prodotto della tassa di fabbricazione sullo zucchero prodotto in Italia o del dazio "fiscale" sullo zucchero importato dall'estero. Esiste su questo terreno un vero e proprio contrasto d'interessi fra l'erario e i ladroni dello zucchero. Questi hanno interesse a produr poco zucchero per tenere alti i prezzi; l'erario ha interesse a deprimere i prezzi, affinché si allarghi il consumo, e quindi la tassa di fabbricazione e il dazio doganale "fiscale" producano di piu. Il maggiore reddito della tassa di fabbricazione e del dazio doganale 1 Da "L'Unità," III, n. 3, 16 gennaio 1914, a firma "L'Unità." [N.d.C.] 2 Luzzatti Luigi (1841-1927), uomo politico ed economista, presidente del consiglio nel 1910-1911. [N.d.C.] 3 Maraini Emilio (1853-1916), deputato costituzionale di sinistra, industriale zuccheriero, costituf nel 1904 la Società nazionale zuccheri. [N.d.C.] 440 BiblotecaGino B.ianco

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