g1, 1n Italia, la teoria socialista rivoluzionaria goda il favore delle organizzazioni proletarie in forza di una consapevole adesione delle moltitudini alla teoria stessa. La verità è che la prevalenza del socialismo rivoluzionario è nata esclusivamente dal fallimento del socialismo riformista, che troppi errori e misfatti aveva accumulati sul suo cammino nei dieci anni passati; e la intransigenza elettorale e parlamentare è nata esclusivamente dalla bancarotta fraudolenta del Partito radicale. E passando al socialismo rivoluzionario, le organizzazioni proletarie non hanno con questo deliberato di aspettare senza sollievo l'ultima ora, in cui l'evoluzione capitalistica sia completa da un lato, e il peso delle. miserie e delle nequizie sia completo dall'altro. Esse vogliono lottare fino da oggi; vogliono un rimedio fino da oggi. E se i socialisti ufficiali non si rendono conto di questa necessità ineluttabile del movimento proletario, e non presentano alla classe proletaria un programma di riforme positive e immediate di interesse davvero comune a tutta la classe -proletaria, essi vedranno o prima o poi i loro seguaci stancarsi dell'attesa e correr dietro a chi sa quale nuova mistificazione di pseudo-riforme immediate, messe avanti da altri partiti o magari accettate o improvvisate dagli stessi socialisti rivoluzionari, in perfetta buona fede, a caso, da un momento all'altro, tanto per far qualcosa e per secondare in qualche modo l'impulso irrefrenabile delle masse. Il pericolo è apparso chiarissimo proprio nell'ultima lotta parlamentare, nel successo toccato al discorso dell'onorevole Raimondo. 2 Successo ben meritato: perché indipendentemente dalla bellezza della forma e dalla stupenda abilità con cui erano preparati gli assalti, e furono improvvisate le risposte alle interruzioni, e fu conchiuso il discorso - l'onorevole Raimondo seppe andare a frugare la maggioranza giolittiana proprio nel punto dove era piu debole: mise cioè il gruppo dei deputati radicali dinanzi al problema dell'anticlericalismo, e svelò la loro buffoneria fondamentale pur non parlandone quasi affatto; e illuminò di viva luce tutto l'equivoco clerico-radicale del giolittismo. Ma l'onorevole Raimondo, con l'intuito degli oratori di razza, sentiva anche che non bastava criticare e negare: nello stesso terreno del problema clericale, occorreva affermare qualcosa per rendere piu efficace il discorso. Ed affermò la necessità di una legge contro le congregazioni religiose. · Ed ecco subito l'Avanti"! farsi avanti a sconfessare, sia pure con prudenza, l'onorevole Raimondo. Ed ecco l'onorevole Calda,3 alcuni giorni dopo, in un altro discorso, bellissimo anch'esso come critica dei sistemi .finanziari e morali del giolittismo, ma debole al solito come affermazione positiva di una politica nuova, dichiarare che il Partito socialista non rn2 Raimondo Orazio (1874-1920), deputato socialista di Sanremo e Genova, espulso dal partito nel 1915. [N.d.C.] 3 Calda Alberto (1878-1933), avvocato, deputato del Partito socialista italiano dal 1909. D~- messosi da tutte le oariche e dal 'partito in seguito a una complicata e oscura vicenda giudiziaria, fu legale della Camera del lavoro di Bologna e legò il suo nome alla grande vertenza agraria svoltasi nel Bolognese nel 1920. [N.d.C.] 434 BiblotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==