Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Il primo dovere gli invocati armamenti. È sempre lo stesso sistema di vivere ·alla giornata, andando alla deriva, e di accontentare un po' alla volta il militarismo senza far troppo strillare gli avversari delle nuove spese militari. Ma se dai discorsi dei ministri passiamo a quello di uno dei piu autorevoli oppositori o ex oppositori, l'impressione non è molto migliore. L'onorevole Salandra, che per qualche tempo sembrò destinato a succedere all'onorevole Sonnino come capo dell'opposizione costituzionale, entra anch' egli a bandiere spiegate nelle file dell'infinita maggioranza giolittiana. Egli vuole - è vero - che nella nuova Camera si disegni una piu netta divisione di partiti, ma non sa indicare alcun fatto nuovo che debba determinare una tal divisione: si lagna che l'onorevole Giolitti abbia esposto soltanto delle idee generali, su cui tutti devono esser concordi; ma quando arriva a riassumere il proprio programma, all'infuori dell'adesione alla proposta sonniniana delle pensioni alla vecchiaia e di un opportunissimo richiamo alla necessità di sottoporre finalmente l'intero bilancio dello Stato al controllo parlamentare; all'infuori di questi due punti egli non espone alcuna idea che lo separi nettamente dall'onorevole Giolitti. La completa esecuzione della legge sull'istruzione primaria, i tentativi legislativi per la diffusione della piccola proprietà, il progressivo sviluppo delle opere pubbliche non son certo argomenti che possano dividere; e sui problemi fondamentali della politica estera e militare, della politica doganale, sulle necessità vere della nostra finanza, l'onorevole Salandra sorvo• la, o ta<!ecompletamente, o si associa all'ottimismo giolittiano. All'aprirsi della nuova Camera assisteremo dunque al fenomeno consolante del consenso unanime alla politica del governo, e l'Italia apparirà come il Paese piu felice del mondo, in cui nessuna questione urgente sorge a dividere ed a turbare gli animi. Il primo dover/ La nuova Camera comprenderà un'ottantina di deputati socialisti, piu del doppio cioè di quanti ne contasse la Camera passata. È un gruppo formidabile, che, in mezzo ad uomini senza idee e senza fede, in mezzo a partiti disorganizzati privi di ogni contatto col paese, potrà esercitare un'azione decisiva e profondamente innovatrice, purché si tenga lontano dagli errori, che negli ultimi anni hanno totalmente pa~alizzato rattività parlamentare del Partito socialista. Il pericolo maggiore, che si manifesterà 1 Da "L'Unità," II, n. 45, 7 novembre 1913, a firma "L'Unità." [N.d.C.] 429 Bibloteca Gino Bianco

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