Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Le nostre f obie1 Il Pensiero Riformista di Milano, con molte parole gentili e lusinghiere, ci tratta simpaticamente da matti - e non è la prima volta che ci tocca questa fortuna - per quel che abbiamo scritto a proposito della negata adesione dei socialisti ufficiali al Comitato di difesa della libertà di voto. A leggere le parole di quei buoni amici milanesi parrebbe che noi avessimo riservato tutte le lodi alla direzione del Partito socialista e tutti gli strali contro i riformisti, che avevan fatto propria e tentato di attuare un'idea lanciata appunto dall'Unità. A farlo apposta, quel nostro articoletto si intitolava Un passo falso; si iniziava e si chiudeva con un biasimo aperto alla direzione del Partito per la sua mancata adesione, mentre ai riformisti di destra rimproverava soltanto "1."lministerialismo, che sembra ormai inguaribile, di una parte di essi·,che è in contraddizione i'nsanabile con la sfiducia nei metodi elettorali del Governo. 11 Ma i riformisti di Milano avrebbero preteso che da quel singolo episodio noi prendessimo argomento per lanciare la scomunica contro l'Avanti! e contro il partito ufficiale e per dimenticare tutte le nostre diffidenze verso il nuovo partito. Eppure anche oggi, ad un mese di distanza, nonostante le differenze profonde d'idee che ci dividono da Benito Mussolini, non ci pentiamo affatto delle parole di lode rivolte a quest'uomo forte e diritto, che ha portato nella direzione del quotidiano socialista un soffio di sincerità e di passione giovanile, che si è messo apertamente contro lo spirito localistico, corporativista e protezionista delle leghe di mestiere e dello stesso partito, ed ha collocato finalmente in prima linea i grandi problemi d'interesse generale. Né, tanto meno, possiamo ritirare la nostra approvazione, i'n questo momento, alla intransigenza del Partito socialista: in un periodo di confusionismo in cui, nell'assenza di ogni programma e di ogni sincerità politica, scompaiono tutte le differenze di partito, l'affermazione rigida e in-- transigente di una schietta politica di classe è l'unico mezzo per salvare il movimento socialista dall'ultima rovina e per obbligare gli altri partiti a gettare la maschera ed a scegliere il loro posto di battaglia. Ma è appunto la nostra approvazione alla tattica intransigente che brucia di piu ai riformisti milanesi: in essi è cos1 vivo e insuperabile l'amore per le alleanze coi cosiddetti affini da far apparire le nostre critiche ai radicali e ai democratici anticlericali come un'offesa allo stesso Partito riformista. Per il semplice fatto che non ci sentiamo la forza di credere al radicalismo di Sacchi, di Credaro e di tutti i Cotugno2 del 1 Da "L'Unità," Il, n. 43, 24 ottobre 1913, senza firma. [N.d.C. l 2 Cotugno Raffaele, deputato di Minervino Murge e di Bari, militò nel Partito radicale. Relatore del bilancio dell'Agricoltura nel 1917 e 1918, lanciò la formula: "La terra ai contadini." [N.d.C.] 427 Bibloteca Gino Bianco.

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