Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Il programma scolastico dei clericali Noi non intendiamo assolutamente - scrivono i putibondi padri dell'Osservatore entrare nella parte sostanziale della polemica, cosa che ripugna a chiunque pensi cattolicamente e non può neppure concepire confronti e paralleli che costituiscono per se stessi una mancanza di rispetto al divino autore della nostra Santa Religione. Considerando la cosa da un lato assolutamente estrinseco, come fatto sociale del tempo nostro, dobbiamo concludere che questa polemica qualifica in modo assai poco commendevole le condizioni fatte al cattolicismo nel nostro paese. Pare incredibile che proprio in Italia, in questo paese essenzialmente cattolico, ove la grandissima maggioranza del popolo non concepisce neppure la possibilità di mettere in dubbio la divinità di Gesu Cristo, pare incredibile che si possano porre sul tappeto teorie e opinioni che farebbero ridere se non facessero nascere un grande dispetto. E non si dica che con la massima della libertà di opinione e di discussione tutto deve essere discutibile, tutto deve essere criticabile, poiché anche la libertà di opinioni non può escludere la convenienza e la giustizia! La discussione Formichi-Luzzatti vale come un sintomo eloquente del modo come la religione cattolica, la religione che (volere o no) è ancora la religione dello Stato e della Casa Reale di Savoia, è trattata da quando imperano i radico-progressisti massoneggianti del periodo post-rivoluzionario! Quando in un paese esiste un Codice che lascia libera la discussione (leggi il dileggio) in materia religiosa, quella discussione che ad ogni cittadino credente è proibita ( ?), e lascia che ognuno si sbizzarrisca secondo il suo talento, o meglio, secondo la sua empietà, contro le cose piu sacre che esistono, quelle che riguardano la divinità di Cristo, non può fare meraviglia se poi ogni autorità è vilipesa, ogni regime discusso, ogni ordine minacciato, sempre in nome della libertà di opinione e di discussione! In un paese ove la autorità divina, che è la prima autorità ed è quella che informa tutte le altre, non è rispettata ma può essere infirmata dal primo buddista occidentale che capiti, non è da meravigliarsi poi se anche l'autorità umana trovi professori e non professori che non solo la mettano in dubbio, ma addirittura la rinneghino e la misconoscano, facendo dell'anarchismo pratico, di quell'anarchismo di tutti i giorni, che è piu pericoloso di quello degli attentati, che accadono ogni dieci o quindici anni. Non si potrebbe essere piu espliciti di cosf: il giorno in cui i clericali italiani avessero denti per mordere, guai a quel professore universitario o non universitario, che osasse mettere in dubbio la divinità di Gesu Cristo, o mostrasse simpatia per le "brutte divinità dell'estremo (sic) Oriente" del tipo di Budda! Il Consiglio Superiore Quel giorno ben augurato i clericali cercano pazientemente di prepararlo. Primo passo, una riforma del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione che consenta ai clericali una ingerenza nel funzionamento di questo supremo organo dell'amministrazione scolastica, incaricato, come abbiamo visto, di giudicare gl'insegnanti in eventuali processi disciplinari e di sorvegliare il reclutamento dei professori, sia pure per la forma; quante volte non si possono risolvere sotto la parvenza di questioni di forma parecchie delicatissime questioni di sostanza? Di questa importantissima aspirazione clericale i clericali non parlano. Si tratta di una di quelle operazioni, che occorre fare alla chetichella, senza svegliare sospetti e reaz10m, gra~ 921 BibliotecaGino Bianco

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