Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Scuola privata e scuola pubblica II I clericali e l'Università' La libertà d'insegnamento L'istruzione universitaria è impartita fra noi da scuole superiori amministrate quasi tutte direttamente dallo Stato. Solo quattro Università, incomplete e rachitiche, si ch1amano: "libere," ed hanno carattere prevalentemente comunale: quelle di Camerino, Ferrara, Perugia, Urbino; ma anch'esse devono funzionare secondo le discipline imposte dallo Stato. Gl'insegnanti ufficiali delle Università e degli istituti superiori amministrati dallo Stato sono scelti da commissioni tecniche elette dagli stessi insegnanti universitari, le quali sono assolutamente insindacabili nei loro giudizi, e la cui opera è soggetta per la regolarità della forma al solo controllo del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Gl'insegnanti universitari, poi, una volta nominati, sono inamovibili e non possono essere processati disciplinarmente se non dinanzi al Consiglio Superiore. Secondo la legge Casati (art. 106) agl'insegnanti universitari dovrebbe essere vietato "d'impugnare con l'insegnamento e cogli scritti le verità, sulle quali riposa l'ordine religioso e morale, o tentar di scalzare i princip'ì e le guarentigie che son posti a fondamento della Costituzione civile dello Stato." Ma questa disposizione, per quanto "chiara ed esplicita," osserva malinconicamente il Rezzara (Il problema scolastico nell'ora presente, p. 22), non è stata mai applicata "neanche in casi di evidente, pubblica, constatata colpevolezza di qualche professore: per la qual cosa in pratica si· può veramente ritenere che un professore di Università è libero di dire e d'insegnare quel che vuole." È una specie di "libertà d'insegnamento," che i clericali non possono evidentemente guardare con eccessiva simpatia; ma il Rezzara non osa combatterla risolutamente. Si limita ad osservare ad memoriam che "la libertà assoluta d'insegnare non si trova nella Ìegge Casati. Nell'ora presente non è il caso di toccare questa questione: chi osasse negare agl'insegnanti universitari la libertà incondizionata d'insegnamento si troverebbe contro concorde quasi tutta l'opinione pubblica." Ma quel che farebbero della libertà d'insegnamento ... degli altri i clericali, che sono cosi teneri delle libertà d'insegnamento ... per sé, nel caso che la opinione pubblica secondasse le loro aspirazioni un po' meglio che non faccia "nell'ora presente," possiamo ricavarlo da un curioso e caratteristico articolo pubblicato dall'Osservatore Romano2 del 21 febbraio 1913 per commentare una discussione avvenuta al Circolo fìlosofìco di Roma fra due professori universitari, l'on. Luigi Luzzatti e Carlo Formichi,3 sul valore del Cristianesimo e del Buddismo: 1 Da "L'Unità," 13 giugno 1913. [N.d.C.] 2 Polemica impossibile, a firma BYD. [N.d.C.] 3 Formichi Carlo (1871-1943). Indianista. Professore di sanscrito nelle Università di Pisa e di Roma. [N.d.C.] 920 BibliotecaGino Bianco

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