Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Il progt'amma scolastico dei clericali Ma per fortuna dell'Università italiana costoro non sono la maggioranza degli insegnanti. Non sono neanche una notevole minoranza. E se l' on. Battelli, eletto presidente dell'associazione universitaria dalla quasi unanimità dei colleghi col mandato esplicito di tenere di fronte al governo un atteggiamento risoluto e dignitoso, non tentasse impedire ogni movimento di protesta; se l'on. Battelli pubblicasse i voti degli insegnanti che sono contrari alla riforma del Consiglio Superiore; se l'on. Battelli, dimessosi da presidente dell'associazione nel giugno passato dopo un voto del Consiglio direttivo contrario al ministro Rava, avesse convocato com'era suo dovere l'adunanza generale di tutti i professori universitari affinché discutessero tutti la riforma che interessa tutti, e ciascuno si assumesse pubblicamente la propria responsabilità, si sarebbe visto che la grande maggioranza degli insegnanti universitari è indignata contro la riforma voluta dall'on. Giolitti, e non accetta passivamente il ricatto, a cui il governo pretende di sottometterla. Questa maggioranza, dalla caduta di una legge immorale, che farebbe dei professori universitari gli schiavi dei politicanti clericomassoni, non sarà indotta a trascurare scetticamente il proprio dovere, allo stesso modo che la vittoria ottenuta da Giovanni Giolitti anche su questo punto, non trasformerà in eroi i piangipane e in galantuomini i traffichini del corpo universitario. Ben altra, per fortuna, è la fonte della moralità nei piu e della immoralità nei meno. Ma la maggioranza, disorganizzata e resa muta dalla abilità ufficiosa dell'on. Battelli, pare che non esista. E resta cosi libero il campo agli intrighi e alle pressioni degli elementi peggiori, che assediano i deputati e parlano arbitrariamente in nome di tutti. Per uscire da questo stato di cose, che minaccia di far cadere sui professori universitari la responsabilità morale di una legge vergognosa, contro cui si ribella il senso morale dei piu, non c'è che una via sola. I buoni parlino, e manifestino pubblicamente, ognuno per conto proprio, o in gruppi, la propria avversione contro la riforma del Consiglio Superiore voluta dall'on. Giolitti e accettata gentilmente dall'on. Battelli. L'Università italiana non sarà avvilita, sarà onorata, se la legge ricattatrice cadrà per opera degli insegnanti stessi, i quali, messi fra il denaro e l'onore, sceglieranno l'onore. Non sarà una vergogna né un danno per il paese se naufragherà una legge da tutti riconosciuta immorale. Sarà vergogna e danno, se questa legge passerà senza contrasto. Il miglioramento economico degli insegnanti universitari è una necessità, è un dovere per il governo e per il paese. Ma questa necessità non deve dar modo a Giovanni Giolitti di compiere un misfatto legislativo. Deve dare a noi il diritto e la forza di protestare contro il ricatto, che egli tenta, e di lasciare tutta a lui e alla sua maggioranza la responsabilità della mala azione che egli si accinge a ·perpetrare. 919 BioliotecaGino Bianco

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