Scuola privata e scuola pubblica gioranza parlamentare è clerico-moderata, e piu clericale che moderata. Ecco il fatto caratteristico, saliente, fondamentale. Non avremo al Consiglio Superiore il banco dei vescovi: avremo il banco ?ei rappresentanti dei vescovi. Il partito clericale non osa assalire direttamente e apertamente la scuola universitaria, secondaria ed elementare. Se ne impadronisce di nascosto entrando nel Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. E nel Consigliò Superiore si accinge a lavorare di nascosto: sorvegliando i concorsi, dando il parere sulle promozioni e sui trasferimenti, proponendo piccole riforme regolamentari, ottenendo con le sollecitazioni personali sedi di esami e mille altri piccoli favori alle scuole private clericali, creando a poco a poco in una decina di anni di lavoro microscopico, sistematico, tenace un nuovo stato di cose, che a suo tempo sarà dalla legge definitivamente sistemato e canonizzato. La legge universitaria, che la Camera è chiamata a votare, è il primo atto di conquista del partito clericale sulle nostre Università e per conseguenza su tutto il nostro sistema scolastico. E questa vittoria, data da Giolitti al partito clericale, avviene senza che il paese se ne avveda con la acquiescenza di due massoni: dell'on. Luigi Rava, ministro della Pubblica Istruzione, e dell'on. Angelo Battelli,4 presidente dell'associazione fra i professori universitari. Se la legge universitaria non dovesse avere altro effetto, se non quello di aprire il varco nella scuola all'influenza clericale, io non me ne spaventerei piu dello stretto necessario. L'Italia non è paese clericale. E non appena i clericali si saranno fatti avanti un po' piu apertamente - e prima o •poi dovranno farlo - pochi anni di lotta vigorosa basteranno a debellarli. I favori scolastici, che lo Stato concederà piu o meno apertamente alle clientele clericali, non avranno alla fine effetti dolorosi se non per quelli fra noi che hanno sempre sognato un regime scolastico di piena e incondizionata libertà per tutti, nel quale ogni partito cerchi di valere per quello che valgono intellettualmente e moralmente i suoi uomini, e non si sforzi di soppiantare o sopraffare gli avversari con le armi astute o violente del parlamentarismo. Quando noi vedremo i clericali servirsi dei poteri dello Stato per monopolizzare la scuola, noi che col nostro liberalismo, forse troppo ingenuo, ci siamo buscata in molte occasioni la nomea di clericali, ci butteremo a fare anche noi - per quanto a malincuore - del giacobinismo anticlericale contro il giacobinismo clericale. Esigeremo che lo Stato, conquistato da noi, distrugga violentemente i monopoli scolastici creati astutamente dallo Stato asservito dai clericali. E metteremo nella nostra battaglia una fierezza tanto piu accanita quanto piu doloroso ci sarà riuscito il fallimento 4 Battelli Angelo (1862-1916). Deputato di Pisa e di Urbino nelle Legislature XXI, XXII. XXIII e XXIV. Scienziato di valore, fu professore di fisica nelle Università di Cagliari, di Padova e di Pisa. Fu membro del Consiglio Superiore della P. I. [N.d.C.] 916 BibliotecaGino Bianco
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