Il programma scolastico dei clericali migliaio di politicanti, di alti burocrati e di giornalisti influenti, che distribuiscono impieghi, largiscono favori, preparano il diluvio. La legge sullo stato giuridico degl'impiegati che li dà legati mani e piedi alle combriccole dei direttori generali nei ministeri e che fa dei direttori generali i servitori-padroni dei ministri, è· lo statuto in cui la oligarchia politicante-burocratica spera di perpetuare il suo dominio e domare la inquietudine disgustata e irritata dei funzionari pubblici. Il Consiglio Superiore non isfugg1 alla sorte comune di tutti gli organi tecnici messi accanto alle burocrazie centrali e ai ministri. Gli furono strappate a poco a poco molte delle sue funzioni piu importanti. Le nomine ministeriali perdettero ogni valore tecnico e servirono troppo spesso a gente, che, con la pubblica istruzione, aveva gli stessi rapporti che può avere la corda con l'appiccato. Le elezioni delle Facoltà, male ordinate da un regolamento barocco, dirette a formare un consesso senza funzioni precise e senza indirizzo determinato, furono spesso i campi di manovra dei piu imprudenti e dei piu sfacciati. Il politicantismo invase il Consiglio Suriore, difendendone la giurisdizione dagli assalti dei ministri, e suborditata oramai necessaria. E l'associazione dei professori universitari aveva posto appunto la riforma del Consiglio Superiore all'ordine del giorno di quel Congresso, che si doveva fare tante volte e che - per rendere un servizio al governo - i dirigenti di essa non hanno mai lasciato fare. La riforma, se doveva servire alla scienza e alla cultura nazionale e non al politicantismo dei democratici massoni, dei conservatori clericali e dei democrato-conservatori-clerico-massonici giolittiani avrebbe dovuto avere le seguenti basi: 1) rendere tutto elettivo il Consiglio Superiore; 2) dichiarare incompatibile la carica di consigliere superiore con quella di senatore e di deputato; 3) togliere le elezioni alle Facoltà e darle alle singole Università; 4) ammettere nel Consiglio Superiore i rappresent~nti della istruzione primaria; 5) determinare bene le attribuzioni del Consiglio Superiore difendendone la giurisdizione dagli assalti dei ministri, e subordinandogli la burocrazia minervina degli avvocati, dei ragionieri e dei graffiacarte. La riforma, invece, proposta alla Camera dall'on. Rava, o, meglio, voluta dall'on. Giolitti, non risolve nessuno dei problemi a cui il cattivo funzio.p.amento del Consiglio dà origine, e si limita a ridurre nel Consiglio a un terzo i rappresentanti eletti dai professori universitari, contrapponendo ad essi un terzo di consiglieri nominati dal ministro e un terzo di eletti dalla Camera e dal Senato. La innovazione sembra piccola. Ed è grande. È un violento salto indietro verso il concetto che la scuola deve essere uno strumento nelle mani del potere politico. La maggioranza parlamentare, eleggendo direttamente un terzo e indirettamente, per mezzo della nomina ministeriale, un altro terzo dei consiglieri, s'impadronisce del Consiglio Superiore. E questa mag915 BibliotecaGino Bianco
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