Scuola privata e scuola pubblica siglio Superiore. E fu questo il primo grande trionfo della scuola laica in Francia, dal quale sono derivate via via tutte le riforme scolastiche di quest'ultimo trentennio. La laicità della scuola non consiste nell'escludere dalla scuola la veste del prete, anche se è portata da un uomo moralmente superiore e fornito di altissimo abito critico e scientifico, lasciando invece padrone della scuola qualunque pantalone laico, anche se portato da un inetto, da un disonesto da un prete... nell'anima. La laicità della scuola consiste nella indipendenza della direzione e dell'amministrazione scolastica dai poteri politici, nella scelta degli insegnanti fatta col solo criterio delle capacità intellettuali e morali, nel funzionamento giornaliero della scuola affidato alle cure dei soli insegnanti cos1 scelti: libere rimanendo le vie per la conquista della scuola a tutte le correnti di pensiero, che via via riescano a prevalere nella scienza e nella cultura nazionale, finché nuove correnti non si sieno vittoriosamente affermate. In Italia il Consiglio Superiore fu costituito per la prima volta dalla legge Casati come arma di combattimento contro l'autorità clericale e come strumento per la costruzione del nuovo sistema scolastico liberale. Fu perciò composto tutto di persone nominate dal ministro. E serv1 per molto tempo al suo ufficio, perché i ministri vi misero quasi sempre persone scelte bens1 secondo un criterio nettamente politico, ma fornite di alta competenza tecnica. Passato coi primi anni della nuova Italia il periodo costruttivo e febbrile, debellato in tutte le scuole il vecchio spiritQJclericale, parve nel 1882 -. e fu buon consiglio. - chiamare senza preoccupazioni politiche l'elemento tecnico alla direzione delle scuole rinnovate. Non si osò arrivare fino in fondo, facendo eleggere per intero il Consiglio Superiore dagli insegnanti: si prese la via di mezzo di renderlo per metà elettivo e per metà di nomina ministeriale. La bontà di questa riforma fu distrutta purtroppo da quello scatenamento di corruzione parlamentare e burocratica che ha disorganizzate e rese marce, fra il 1876 e i giorni nostri, tutte le amministrazioni dello Stato. I ministri portati al governo dalle clientele ministeriali col mandato preciso di far servire alle ingordigie dei politicanti tutte le pratiche giornaliere dell'amministrazione, hanno pervertita la burocrazia di tutti i ministeri, che a sua volta, per avere mano libera nel procurare i propri interessi camorristici, pervertisce i ministri. I Consigli tecnici sono stati dovunque decapitati, paralizzati, messi in disparte da politicanti e burocrati, interessati a sciogliersi da ogni vincolo estraneo e noioso. E il risultato di trent'anni di siffatto arrembaggio contro tutte le amministrazioni dello Stato lo vediamo oggi: burocrazia incompetente e disonesta nei gradi superiori, disprezzo verso capi e insubordinazione nei gradi inferiori, disorganizzazione generale dei pubblici servizi. E al disopra di questo maremme, un 914 BibliotecaGino Bianco
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