Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Scuola privata e scuola pubblica traendo dal petto una medaglia sulla quale era inciso l'attributo dell'Eterno "Sciaddai," rispose che quello era il Dio suo e di tutti. B) Il preside informò le insegnanti che il giorno seguente la scolaresca avrebbe partecipato alla processione della Madonna e alle cerimonie in chiesa, e che pertanto esse dovevano presentarsi col cappello e un'ora prima dell'orario normale. Una insegnante si presentò un'ora prima, ma senza cappello, accompagnò gli alunni sino alla piazza, e ritornò poi alla scuola ad attendere il ritorno delle scolaresche. Il giorno dopo il preside fece le sue rimostranze all'insegnante, dicendole fra l'altro che ogni insegnante è tenuta a rimanere con la scolaresca dovunque questa vada, e che le cerimonie religiose fanno parte della vita scolastica come corollario al1' affermazione concordataria che la religione cattolica è la religione ufficiale dello Stato. C) Quando il Collegio Ragonesi (dei Fratelli Maristi) chiese la parifica, fu mandato a ispezionarlo un preside del luogo (il migliore, e che - vedi caso - in tutte le elezioni ha votato per la D.C.}. Questi trovò un livello culturale spaventoso: per esempio il professore di latino (un prete) metteva talvolta il soggetto in accusativo, con altre finezze. Fece una relazione affatto negativa. E la scuola fu subito parificata. Debbono i socialisti accettare questo stato di cose per non turbare le ideologie di quella maestra, di quel preside e di quel prete che mette il soggetto all'accusativo? Son sicuro che De Bartolomeis risponderà: no, no, no. Allora, come s1 fa a condannare questo stato di cose, se si nega alla scuola laica il dovere di avere una ideologia propria? _ . È incerto se il popolo italiano rivedrà piu il seme di socialisti e repubblicani, che non sieno moralmente e intellettualmente smidollati, si rifiutino di fare i "servi idioti" di Pio XII o di Stalin, e sappiano rinunziare alle automobili ministeriali per dedicarsi a preparare un secondo risorgimento italiano nel paese. Se mai quel miracolo avverrà, il primo problema, che quei socialisti e repubblicani... non storici dovranno affrontare, sarà quello delle relazioni fra Stato e Chiesa e della scuola laica. Per affrontarlo avranno bisogno di idee chiare. Sarei contento se queste mie osservazioni insieme con lo scritto di De Bartolomeis contribuissero a creare un po' di chiarezza. P.S. In un articolo pubblicato da Controcorrente, gennaio 1949, De Bartolomeis chiarf che è necessario distinguere fra laicità in senso stretto, o laicità politica, e laicità in senso largo, o laicità religiosa e filosofica o irreligione. Sostenitore intransigente della laicità in senso stretto nelle istituzioni politiche, egli rifiuta ad essa il _diritto di mettersi al serv1z10 di qualunque laicità in senso largo o irreligione. D'accordissimo! 912 BibliotecaGino Bianco

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