Il programma scolastico dei clericali ne" delle religioni positive, anche se è desiderabile e possibile, non può essere che opera assai lenta, e la sopravvivenza di tradizioni teologiche potrà benissimo combinarsi nella cultura popolare colle nuove condizioni della moralità sociale. Una volta feci amicizia con un giovane comunista. Quando ci dividemmo, mi disse sottovoce: "Speriamo che nel purgatorio l'anima santa di Lenin preghi per noi." Non vedo perché invece di essere riconoscente al mi<? amico per il suo pensiero affettuoso, avrei dovuto fermarlo e spiegargli che, caso mai, non ci sarebbe stato posto né per Lenin né per lui né per me nel purgatorio, e non c'è neanche certezza che esista un purgatorio. Preferii deliziarmi, scoprendo che avevo innanzi a me un caso di sincretismo, fra la vecchia religione cattolica e la nuova religione comunista, analogo a quello che tanti secoli or sono fece entrare tante credenze pagane nella nuova religione cristiana. Ma prudenza o non prudenza, tradizione o non tradizione, un socialista, che rinunzia alla ideologia laicista, deve o ritornare al cattolicismo, o convertirsi al comunismo, che in fondo ha una ideologia irreligiosa, cioè non laica. Non si dica piu socialista. De Bartolomeis scrive: "Noi fermamente vogliamo che lo. Stato sia laico, ma forse che questo implica che laica sia la coscienza di tutti i cittadini?" - No davvero, se per coscienza "laica" s'intende "irreligiosità." S1 davvero, se per coscienza "laica" si intende una coscienza persuasa delle necessità di tenere separato lo Stato dalla Chiesa. Non abbiamo il diritto di imporre con la forza neanche questo modo di pensare. Può darsi che la maggioranza dei nostri concittadini non concordi con noi. Ma non possiamo rinunziare mai a quel pensiero e al nostro diritto di fare tutto il possibile per persuadere quella maggioranza ad adottare quel pensiero. De Bartolomeis scrive: "È laico quello Stato che, pur permettendo la piu libera diffusione delle idee politiche e religiose che non sono in contrasto con le idee fondamentali della comunità, impedisce a norma di legge che gli strumenti pubblici appartenenti a tutti i cittadini (la scuola in primo luogo) soggiacciano a una particolare influenza politica e religiosa." D'accordissimo. Ma in Italia il concordato del 1929, entrato nella costituzione della repubblica con l'art. 7 e col voto dei comunisti, afferma il predominio giuridico della dottrina papale e vaticana nella scuola. Che fare? Inghiottire quell'articolo per non sollevare discussioni ideologiche? Contestare quel predominio in nome della nostra ideologia? Gira di qua, gira di là, una ideologia - "politica," non "religiosa" per carità - ci vuole. Un partito senza nessuna ideologia è una mosca senza testa che sbatte di qua e di là all'impazzata, o tina camorra di opportunisti pronti a cambiare ideologia col cambiar del vento. De Bartolomeis scrive che la scuola non deve soggiacere a nessuna par909 BibliotecaGino Bianco
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