Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Scuola privata e scuola pubblica rano di assicurare la prevalenza alle loro scuole. In compenso i clericali voteranno per i conservatori. Con questo il contratto sarà esaurito. Toccherà da allora in poi ai clericali approfittare delle nuove condizioni conquistate con l'aiuto dei conservatori sotto la bandiera della libertà, per arrivare con le loro forze, come meglio e quanto prima potranno, a quel monopolio di fatto che è nelle loro speranze. 2. Il "diritto alla preminenza" Naturalmente, la "libertà d'insegnamento" produrrà frutti tanto piu copiosi e piu rapidi, quanto piu intensa sarà' l'opera del clero secolare e regolare nella organizzazione delle "scuole libere." Senonché in un paese, come il nostro, d1 scarsa ricchezza e di deboli iniziative private, i clericali non possono illudersi di poter creare in breve una cosf larga rete di scuole proprie da sostituire vittoriosamente quelle dello Stato. Le scuole pubbliche, per quanti progressi possano fare le iniziative clericali, sono destinate ancora per molto tempo a rimanere in piedi e ad attirare masse estesissime della nostra gioventu. Ora, potrebbe mai la Chiesa - mentre pur si sforza di moltiplicare le scuole proprie e di rivendicare a queste l'indipendenza da ogni controllo che non sia quello delle autorità scolastiche - potrebbe mai la Chiesa abbandonare senza cura alcuna tante anime al pervertimento di scuole, in cui i clericali proclamano che s'insegnano "massime e concetti, che sono assolutamente incompatibili coi principii religiosi e colla fede cattolica, fra cui quello, per esempio, che bisogna essere buoni, bisogna fare il bene, bisogna essere virtuosi solo perché ciò porta ad una soddisfazione personale dello spirito ed al rispetto dei propri concittadini? Chi rimedierà a quel cumulo di massime errate ed erronee? 113 Bisogna, dunque, che la Chiesa conquisti in Italia, oltre alla libertà d'insegnamento nelle scuole proprie, il massimo possibile intervento nelle scuole pubbliche. E questo diritto i clericali lo rivendicano alla Chiesa come conseguenza della supremazia, che tocca legittimamente alla gerarchia ecclesiastica in un paese, la cui popolazione è in maggioranza cattolica e la cui costituzione riconosce il cattolicismo come religione dello Stato. La questione dell'insegnamento religioso nelle scuole di ogni grado - ha detto il 22 settembre 1912 il conte Sassoli De Bianchi, inaugurando la settimana sociale di Venezia - in Italia non è soltanto una rivendicazione di libertà piu o meno ampia, come potrebbe essere per moltissimi altri popoli. Ben altri sono i nostri diritti da rivendicare e da difendere. Si comprende benissimo come il regime di perfetta libertà sia utile ed efficace nell'America del Nord; si comprende benissimo che può servire come ottimo terreno di lavoro per la Chiesa cattolica in Germania; non è neppur difficile darsi ragione che si lotti eroicamente ( !) in Belgio per il regime di libertà nelle 3 "Osservatore Romano," 10 gennaio 1912. [N.d.C.] 904 BibliotecaGino Bianco

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