Il programma scolastico dei clericali 1. "La libertà d'insegnamento" Trovandosi in Italia di fronte ad un sistema legale, che affida allo Stato in misura larghissima la cura dell'istruzione in tutti i suoi gradi, e sottrae· le scuole dello Stato o riconosciute dallo Stato ad ogni controllo delle autorità ecclesiastiche, e nega qualsiasi valore legale agli studi fatti nelle scuole private, e sottopone - per quanto assai platonicamente - le stesse scuole private al controllo dei funzionari dello Stato, i nostri clericali inalberano la bandiera della "libertà d'insegnamento" contro il "dispotismo dello Stato": cioè rivendicano il diritto della scuola privata alla massima libertà é alla piu incondizionata capacità giuridica, in nome della "libertà di pensiero, che si identifica con la libertà di trasmettere ai figli la fede dei padri" come ha scritto l'Osservatore Romano del 10 gennaio 1912.1 bis Ma anche in Italia, come in tutti gli altri paesi, essi non rinunziano in nessun modo all'ideale di monopolizzare, non appena sia possibile, tutte le funzioni scolastiche: "non faremo atto settario, né partigiano, né intollerante," l'Osservatore Romano scrive nello stesso articolo del 10 gennaio 1912, in cui si atteggia a tutore della libertà di pensiero, "se proclameremo, ancora una volta, la necessità per noi cattolici, apostolici, romani, di impadronirci di tutto l'insegnamento, e di poterlo guidare tutto, secondo i nostri sentimenti, secondo i nostri principii, secondo le nostre credenze." Se in questo momento fanno la campagna per la "libertà d'insegnamento" anziché per "il monopolio scolastico cattolico," è questa una semplice abilità tattica, allo scopo di ottenere consenso "anche al di fuori del loro campo," "in quanti sono amici, anzi propugnatori, della vera libertà. 112 Rivendicare, infatti, genericamente la "libertà d'insegnamento," significa rendere possibile al partito clericale di utilizzare in proprio aiuto, non tanto quei pochissimi liberisti intransigentemente antistatali, i quali negano allo Stato il diritto di ingerirsi nella educazione dei cittadini e vorrebbero abbandonare del tutto la scuola, a ·somiglianza di molte altre attività, alla iniziativa privata, quanto quei moltissimi liberali conservatori opportunisti, i quali si troverebbero imbarazzati assai nelle elezioni se dovessero dichiarare esplicitamente di voler abbandonare al clero l'istruzione, e trovano assai piu comodo atteggiarsi anch'essi a liberali intransigenti e cosf aiutare i clericali a sostituire le scuole proprie alle scuole di Stato sotto la bandiera equivoca della "libertà d'insegnamento." Che, soppresse le scuole dello Stato e proclamata la libera concorrenza delle scuole private, la vittoria debba toccare alle sole scuole clericali grazie alla superiorità (economica e non didattica) di queste, nessun conservatore (liberista intransigente... in questo solo campo) è obbligato a sapere. I conservatori aiuteranno i clericali a conquistare le condizioni giuridiche, in cui costoro speIbis Il titolo dell'articolo era Non dimentichiamo. Firmato Byd. [N.d.C.] 2 "Corriere d'Italia," 29 settembre 1912. [N.d.C.] BibliotecaGino Bianco 903
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