Scuola p,-ivata e scuola pubblica Allorché, dunque, i clericali invocano oggi, in Italia, "la libertà d'insegnamento 11 e la "libertà della scuola, 11 con una formula equivoca la quale consente loro all'occasione di mescolarsi con i conservatori, che si chiamano anche liberali, bisogna tenere bene presente che essi aspirano alla libertà d'insegnamento non per tutti, ma per sé soli; che il loro ideale non è la libertà di tutte le scuole, ma la libertà delle sole scuole proprie. La libertà d'insegnamento, che la Chiesa rivendica per sé, dovrebbe essere logicamente completata col divieto assoluto di qualunque altra scuola non soggetta al controllo ecclesiastico e perciò esposta a tralignare nell'errore. Se la Chiesa non affaccia oggi questa pretesa, ciò dipende solo dal fatto che i tempi non glielo consentono. Ed essa aspetta che i tempi migliorino, cioè cerca di raccogliere intorno a sé la maggioranza della popolazione, per istituire, non appena sia possibile, il monopolio della sola verità. 2. Paese che vai, programma che trovi Il sistema scolastico ideale cattolico esisté in Italia nella prima metà del secolo XIX. Abolite le scuole di Stato del periodo napoleonico, vietata ogni scuola che non dipendesse dall'autorità ecclesiastica, sottoposti gli insegnanti e le scolaresche universitarie al controllo dei vescovi, affidate le scuole medie in assoluto dominio delle congregazioni religiose, riempite le nascenti scuole elementari di maestri ecclesiastici o umilmente sottomessi alla sorveglianza del clero, - l'Italia ha avuto circa quarant'anni di perfetta "libertà d'insegnamento 11 alla cattolica. E - checché ne dicano i laudatores temporis a,cti - le scuole italiane furono, sotto quel regime, quanto di piu miserabile si possa immaginare. Gli alunni migliori ne uscivano anticlericali e rivoluzionari. La massa era ridotta ad uno stato di vuotaggine intellettuale e di fiacchezza morale, i cui effetti appaiono tutt'ora in molte manifestazioni della nostra vita nazionale. . In Francia, dove l'organizzazione scolastica di Stato, abbozzata dalla Convenzione e solidamente sistemata da Napoleone, resistette alla crisi della Restaurazione, la Chiesa rivendicò sistematicamente per quarant'anni, sotto la bandiera della "libertà d'insegnamento 11 - la formula fu messa in circolazione allora -, il suo diritto alla esclusività scolastica. Combatté accanitamente le scuole di Stato, nonostante il governo vietasse sempre severamente in esse ogni insegnamento che potesse contrastare colle dottrine cattoliche. Per la Chiesa non è garanzia sufficiente che le autorità dello Stato assicurino nella scuola il rispetto alle dottrine religiose: lo Stato può essere oggi nelle mani di clericali, domani di anticlericali, e la scuola di Stato può risentire degli effetti delle mutabili condizioni dello spirito pubblico. Solo uoo scuola sottoposta esclusivamente al controllo della gerarchia ecclesiastica può considerarsi assicurata contro ogni pericolo di oscillazioni. L'ordinamento napoleonico si rivelò impossibile a scardinare dalle fon898 BibliotecaGino Bianco
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