Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Settala privata e scuola pubblica ateismo con la fede, dividendo la verità in due, verità teologica e verità razionale; Keplero trovava nella fìgura circolare gli attributi della Santissima Trinità; Augusto Comte, il caposcuola del positivismo, fondò una nuova religione. Nel mondo del pensiero non si ha mai completa luce e completa ombra. Le nebbie e il sole se lo dividono a capriccio e se ne contrastano il dominio. Nelle lotte piene d'angoscia, che tante volte dilacerano le anime degli umani, non tutti arrivano a cancellare in sé ogni vestigia del passato. E non sempre quelli che fanno il salto fìnale sono veramente i piu liberi. Molti scuotono la polvere di un dogmatismo, per coprirsi subito con quella di un altro. Quel che importa alla nostra scuola perché possa compiere sinceramente ed efficacemente il suo ufficio, non è che i suoi insegnanti sieno vestiti in un modo anziché in un altro, ma che tutti sieno degni del loro ufficio per altezza di mente, per larghezza di cultura, per integrità morale. Se la scuola laica deve davvero educare coscienze libere e forti e pensieri padroni di sé e capaci di dirigersi con autonomia nelle difficoltà della vita, poco importa che gl'insegnanti abbiano il tricorno o il berretto frigio. Molto importa che tutti sieno uomini di solida preparazione scientifica e didattica. Soprattutto importa che sieno uomini veri e interi, e non aborti di uomini, ostinati e pedanti macinatori di formule, di pesi specifici e di gerundi, insensibili ai problemi della vita e incapaci di farli sentire ai loro alunni. 6. Un cadavere laico Parlando di quest'argomento Giovanni Gentile ha messo davvero coraggiosamente il dito sulla piaga. Né clamore di proteste riuscirà mai a soffocare la voce della verità. Come oggi nella reazione contro gli eccessi del cosiddetto positivismo troppi guasconi dell'idealismo tendono a dimenticare che fuori della rigida e metodica ricerca positiva non vi sono che nuvole, cos.1nella reazione contro i vaneggiamenti metafisici della prima metà del secolo XIX pochi spiriti superiori della generazione, che ci ha preceduti, han conservato il necessario equilibrio, e han compreso che gli eccessi dei filosofi, lungi dal giustificare la morte della fìlosofìa, sono la prova piu evidente del bisogno che ha lo spirito umano di "conchiudere" in qualche modo, sia pure con ipotesi provvisorie, sui grandi problemi della vita. I piu videro nel positivismo non uno sforzo felice per perfezionare i metodi e impedire gli sviamenti della speculazione filosofica, ma la negazione sistematica, incondizionata di ogni speculazione fìlosofica. Messo al bando da ogni studioso, che si rispettasse, il "soggettivismo" delle idee generali, la storia della letteratura divenne catalogo di nomi, di date, di biografie, di riassunti di opere. Giu892 BibliotecaGino Bianco

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