Il programma scolastico dei clericali un bene che già nella scuola gli alunni abbiano una conoscenza vivente dei contrasti, nei quali saranno travolti non appena entreranno nella vita. È un bene che di questi dissidi, che han sempre tormentato e tormentano l'anima umana, essi abbiano la prima notizia da uomini d'ingegno e di cultura, e non dal primo imbecille in cui si imbatteranno in un comizio, o leggendo il primo libello fazioso che capiterà loro fra le mani. Il massimo vantaggio, anzi, della nostra scuola è appunto questo scontro sereno di pensieri diversi, a cui essa fa assistere gli alunni via via che procedono negli studi e si moltiplica il numero dei loro insegnanti - purché, beninteso, questa molteplicità non sia eccessiva! Cosf piu facilmente gli alunni smettono i pregiudizi e le intolleranze infantili, e si avvezzano ad aver fiducia in. se stessi e ad usare le forze vive della loro ragione. Se il maestro, per errore di mente o per corruzione di cuore, sconfina dai suoi diritti, e trasforma la scuola da palestra di verità in fucina di spropositi, da strumento di educazione e di liberazione intellettuale in campo scandaloso di diatribe volgari, di eccentricità squilibrate, d'intolleranti im- . posizioni, nessuno di noi pretende che egli sia irresponsabile del male che fa. La prudenza, il tatto, l'equilibrio, il senso della misura e dell'opportunità, sono obblighi fondamentali dei maestri consapevoli della dignità e della responsabilità del loro ufficio, ed è ben giusto che sia punito chi a questi obblighi si sottrae, urtando con violenza le opinioni della maggioranza dei suoi stessi- colleghi e danneggiando di fronte agli alunni e alle famiglie la capacità di attrazione_ della scuola. Ma dell'opera propria deve render conto non ad autorità politiche - liberali ieri, clericali oggi, socialiste domani, incompetenti e partigiane sempre - ma ad autorità tecniche, alle quali i poteri disciplinari devono essere affidati dalla elezione di tutti gl'insegnanti, e che rappresentino la opinione media, lentamente ma perennemente rinnovantesi, della classe intera. Questa suprema autorità disciplinare, tutrice degli insegnanti di fronte ai poteri religiosi e politici, e nello stesso tempo punitrice di coloro che per errore o per colpa sviassero la scuola dal suo fine, nessuno di noi può sperare che non commetta mai errori. E alcune audacie che essa dichiarerà illecite oggi, considererà degne di premio fra dieci anni. Ma nessuna istituzione umana sarà mai esente dal pericolo di errare. È la esistenza di questa suprema autorità disciplinare, indipendente da ogni autorità politica o religiosa, una delle condizioni indispensabili alla sincera laicità della scuola. Ed essa ha cominciato ad esistere con la legge sullo stato giuridico nella Giunta del Consiglio Superiore per la Istruzione Media, la cui autorità noi dobbiamo rafforzare contro quella ·del ministro e della burocrazia, e dalla cui formazione dobbiamo volere esclusa ogni ingerenza ministeriale. Eliminato dalla scuola laica <;>gnicatechismo e ogni dottrina di Stato, affermata la libertà d'insegnamento dei maestri e la loro indipendenza da ogni autorità non tecnica ed extra-scolastica, ne consegue che un sincero 889 BibliotecaGino Bianco
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