Scuola privata e scuola pubblica parazione intellettuale e morale dei maestri elementari. La laicità della scuola elementare non è in fondo altro che una seria riforma della scuola che prepara i maestri. Non solo il catechismo cattolico va escluso dalla scuola laica quale noi l'intendiamo, ma qualunque dottrina ufficiale pretenda per volere d'autorità superiori imporsi alle coscienze dei maestri e degli alunni, e neghi la libertà essenziale dei loro spiriti. Se il catechismo clericale è inaccettabile nella scuola laica, un catechismo laico sarebbe peggio che inaccettabile: sarebbe stupido. Il maestro non deve insegnare ciò che al governo piace che sia la verità, ma ciò che egli nella sua coscienza crede che sia la verità. Se la scuola vuole davvero preparare spiriti liberi, è necessario che sia fatta da uomini pienamente liberi. Non possiamo ad un maestro schiavo affidare l'ufficio di educare alla libertà i futuri cittadini. E bisogna lasciare alla lealtà, al tatto del maestro la cura di rispettare le coscienze degli alunni, distinguendo la verità accertata dalle ipotesi che sono tuttora oggetto di controversia, non imponendo mai, con la sola autorità dell'ufficio, dottrine a cui non sia possibile giungere coi mezzi forniti dalla ragione, rifuggendo da ogni opera di propaganda settaria, dando sempre, egli per il primo, l'esempio del rispetto verso ogni opinione onestamente professata. 4. Responsabilità e scelta degli insegnanti Ma allora - ci si dirà - il professore della vostra scuola laica è un irfesponsabile, libero di fare quello che gli pare e piace. Deve poter dire anche degli spropositi? E dove finisce la verità accertata e dove comincia l'ipotesi controversa? Che cosa è comunicazione di dottrine razionali, e che cosa è propaganda settaria? In quale punto il discutibile si dista~ca dall'errore? E non sarà una scuola cavaiola questa vostra, in cui un. insegnante dirà di s1, e un altro insegnante dirà di no, e gli alunni diranno n1, cioè impareranno negli attriti fra i diversi insegnanti a burlarsi di ogni cosa cominciando dagli insegnanti stessi, a barcamenarsi dando ragione a tutti, a non prendere sul serio né la verità né l'errore? L'esperienza ci dimostra ogni giorno che quest'ultimo è un timore infondato. Nel campo strettamente scientifico della ricerca dei fatti e delle leggi, stabilire il metodo del lavoro significa fissare implicitamente il 90% dei resultati. E vi è sempre un immenso campo, quello dei fatti scientificamente accertati, su cui tutti i maestri, di qualunque opinione, s'incontrano concordi, e tutti gli alunni si trovano soggetti alla influenza mede- .sima, quale che sia lo studio e quale che sia l'insegnante. Se intorno al nucleo dei fatti ·scientificamente accertati, c'è il vasto alone delle idee filosofiche e religiose e politiche, che precedono e seguono i fatti, e li investono, e li tirano ciascuna secondo una sua direzione, non è un male, ma è 888 BibliotecaGino Bianco
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