Il programma scolastico dei clericali di problemi della vita, la capacità di trattarli razionalmente e con serietà. La laicità della scuola, insomma, è l'educazione critica dei suoi insegnanti. Quando gli insegnanti sieno tutti imbevuti di questa speciale educazione, qualunque argomento essi tratteranno, lo tratteranno, costrettivi dalla forma stessa del loro pensiero, con metodo razionale, cioè laico. Cosf noi abbiamo laicizzata la Divina Commedia. Quale libro piu della Divina Commedia si presterebbe a un'opera di propaganda religiosa? Dante stesso non la concepf come opera di propaganda religiosa? Essa nelle nostre mani ha perduto del tutto la funzione primitiva. Se Dante rinascesse, ci metterebbe nell'inferno per punirci del tradimento, che noi facciamo delle sue intenzioni. Nell'opera sua noi non cerchiamo la verità o la falsità delle sue idee religiose, - essa ci è indifferente - ma cerchiamo un documento della civiltà medievale, la sincerità del sentimento, la potenza suggestiva della forma. Il Giove di Dante è morto in noi, ma l'inno del poeta resta. Da quanto finora siamo andati dicendo, risulta anche la soluzione del problema dell'insegnamento del catechismo nelle scuole eleme~tari. Badiamo bene. La questione non merita tutto il fiato, che clericali e anticlericali per partigianeria politica trovano comodo spendervi intorno. Che in una scuola, nella quale un maestro seriamente istruito s'impadronisca per quattro ore al giorno dell'anima dei bambini e cerchi di educare meglio che sia possibile la loro intelligenza, rendendosi conto della modestia e dei limiti dell'opera propria, senza la pretesa di far filosofare i marmocchi di sei anni, che in questa scuola entri un catechista, spesso ignorante e noioso, il quale per due ore la settimana tenga inchiodati i ragazzetti a imparar domande o risposte in cui i poveracci non capiscono nulla, mentre preferirebbero andare a fare il chiasso coi compagni liberi da tanta tortura; che ci sia questo famoso insegnamento religioso, non mi pare poi un troppo grande ostacolo contro "la marcia del libero pensiero." Se un effetto apprezzabile il catechismo ha nelle scuole elementari, è che i bambini a cui esso viene inflitto, se ne seccano mortalmente, e prendono in uggia il catechismo e il prete. Quanti di noi, proprio imparando il catechismo, non han sentito germogliare in sé i primi semi dei dubbi religiosi? Ma il catechismo nella scuola elementare è l'ultima sopravvivenza di un monopolio confessionale, che una volta incombeva su tutte le scuole, e di cui vogliamo sopprimere il ricordo anche se conservato da una reliquia inerte. Questa reliquia, per quanto non abbia nessuna portata pratica, vuole perpetuarsi come l'affermazione di un diritto, come il germe di un nuovo sviluppo in cui il passato debba rinascere. E questa rinascita noi non vogliamo. E quel diritto noi neghiamo. Ma nel chiedere l'esclusione del catechismo dalle elementari, ricordiamoci bene - se non vogliamo disperderci anche noi in quell'anticlericalismo vacuo e inconcludente, che s_embraoggi tornato di moda - che l'abolizione del catechismo nelle elementari rappresenta per la laicità della scuola meno che niente, se non provvediamo ad una piu seria e piu nobile pre-· 887 BibliotecaGino Bianco
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