Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Scuola privata e scuola pubblica professore lo vorremmo destituito non perché sia cattolico, ma perché è assolutamente immune di cultura scientifica e critica, perché è una bestia. E io destituirei subito anche quel professore di storia, che osasse raccontare agli alunni certa storia anticlericale dell'Asino, con la stessa crassa e bestiale ignoranza di certi anticlericali: e quel professore lo destituirei non perché è irreligioso, ma perché è... asino. Un insegnante di latino e greco, che sia fervidamente cristiano, come altri può essere fervidamente buddista, e s'interessi in modo speciale delle origini del cristianesimo, e creda opportuno far tradurre agli alunni i Vangeli piuttosto che i Dialoghi di Luciano, in maniera che gli alunni conoscano i primi palpiti della nuova fede, anziché gli ultimi aneliti del politeismo agonizzante, dev'essere liberissimo di dare al suo insegnamento questo nuovo interessante indirizzo. Il Sermone della Montagna sarebbe un bellissimo tema di traduzione, e gli alunni non ci perderanno nulla né intellettualmente né moralmente a tradurlo invece di un capitolo del Critone. Ma quando arriva a quei passi dei Vangeli di Matteo e di Luca, in cui si dice che Gesu aveva quattro fratelli, l'insegnante badi bene a tradurre fratelli con fratelli, se non vuol essere destituito, non perché cristiano, ma perché ignorante di greco. E se volesse far tradurre il Pentateuco dalla Versione dei Settanta, badi bene a non tacere agli alunni che il Pentateuco certamente non è opera di Mosè, come pretendono d'imporre tuttora con beata ignoranza i prelati della Commissione biblica, ma è opera di vari autori, di tempi diversi, e tutti posteriori a Mosè, come tutti i critici serii ammettono oramai senza piu discutere. Se si intende in questo senso la introduzione della religione nelle scuo1~, non si può non essere pienamente d'accordo con chi vuole la religione nelle scuole. E con la religione dobbiamo volere che entri nella scuola la politica, entri qualunque idea abbia mai interessato il pensiero e animato il cuore degli uomini. Ma se per religione si intende mitologia ebraica insegnata come .verità storica; se s'intende il catechismo sulla cui falsariga alle domande del professore gli alunni debbono sempre rispondere determinate risposte, e il professore ha sempre ragione e gli alunni debbono dargli sempre ragione; se si intende, per esempio, che i professori di filosofia devono essere per legge tutti cattolici - e sarebbe già un affar serio, in questa tempesta di condanne che si lanciano oggi gli uni contro gli altri gli stessi cattolici, determinare chi è il vero cattolico -, e che i professori di filosofia devono bocciare negli esami tutti gli alunni, che non si rivelino fedeli cattolici, non è piu possibile nessun accordo. Perché chi insegna filosofia nella scuola nostra non ha il diritto di pretendere negli esami un atto di fede nella sua filosofia, ma deve solo assicurarsi che gli alunni non sieno pappagalli - poco importa se di cattolicismo o di ateismo o di socialismo -, che la loro filosofia l'abbiano veramente capita, e che filosofando abbiano acquistato davvero il senso dei gran886 BibliotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==