Il programma scolastico dei clericali gistratura, sono due princip1 analoghi, senza il cui rispetto lo Stato rappresenterebbe la piu intollerabile e la piu odiosa delle tirannie. Anche in questo senso di autonomia negl'insegnanti pubblici da ogni costrizione di autorità religiosa o politica, la laicità è assicurata in Italia in misura, se non completa, larghissima, per tutte le scuole: dalla legge Casati, per gl'insegnanti universitari, dalla legge del 1906 sullo stato giuridico degl'insegnanti medii, e dalla legge del 1901 sulla nomina e licenziamento dei maestri elementari. A nulla, però, varrebbe l'autonomia sancita dalla legge scritta, qualora gl'insegnanti non sentissero rispetto di se stessi, e fervido bisogno di questa autonomia, ~ non sapessero difenderla a viso aperto, sempre e ovunque. Siamo, finora, sempre nella zona delle idee negative; 2. La "neutralità" Questi insegnanti delle scuole pubbliche, i quali devono essere indipendenti nel loro ufficio da ogni gerarchia ecclesiastica o autorità politica, quale indirizzo devono dare alla scuola, quale atteggiamento devono assumere di fronte a quei problemi fondamentali della vita, di cui pur si preoccupa ogni confessione religiosa, ogni scuola filosofica, ogni partito politico? Si dice che la scuola laica dinanzi a questi problemi deve tenersi ne'utrale. È mai possibile che un insegnante resti dinanzi a certi problemi veramente neutrale? Finanche il professore di matematica, allorché definisce la retta e il punto, segue, consapevolmente o no, uno a preferenza di un altro indirizzo di pensiero. E come può essere neutrale un insegnante di storia e di filosofia? Si dice che di certe questioni nella scuola non si deve parlare. E certo sarebbe un bel matto chi andasse a parlare di teismo e di ateismo, di socialismo e di individualismo nell'asilo infantile o nelle elementari o nel ginnasio inferiore, sebbene neanche da queste scuole sia possibile escludere assolutamente ogni eco delle battaglie che si combattono nella vita, e nessun insegnante possa, nel farsi eco di esse, rimanere perfettamente neutrale. Ma nelle scuole medie di grado superiore, è mai possibile, sarebbe mai desiderabile tenere gli alunni lontani da quelle, che pur sono le questioni fondamentali della nostra esistenza intellettuale, morale, sociale, da quelle che sono le sole questioni degne di essere studiate, da quelle che sole appassionano fortemente e noi e i nostri alunni, che sole vivificano e fanno vibrare e palpitare l'insegnamento? Io, insegnante di storia, che sono socialista, devo parlare nella terza liceale della storia del secolo XIX, e non debbo trattare del movimento socialista? Io, che ho un metodo determinato - buono o cattivo che sia - di ricerca e di coordinazione dei fatti storici, io ho un· ideale di vita e da questo ideale traggo il criterio di valutazione dei fatti passati, e quest'ideale è la parte piu viva, 883 BibliotecaGino Bianco
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