Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Scuola privata e scuola pubblica Le scuole, che hanno preceduta la nostra, erano tutte dominate da una pregiudiziale confessionale: in esse non potevano entrare se non quei maestri, che avessero certe determinate idee religiose, e l'opera loro era sorvegliata di diritto dalle autorità ecclesiastiche. Il vescovo aveva sotto la propria giurisdizione le scuole primarie, secondarie e universitarie della diocesi. L'arcivescovo di Pisa, per esempio, fu di diritto fino al '59 cancelliere nell'Università. In Francia, nel Consiglio Superiore per l'Istruzione, fino al 1878, c'era il banco dei Vescovi, e c'è tutt'ora nel Consiglio Superiore del Canadà cattolico francese. La scuola è il luogo in cui la Chiesa ha il diritto e il dovere di compiere - ad esclusione di qualunque altra organizzazione politica o religiosa - la parte piu importante di quella missione educativa, che afferma concessa a lei sola da Dio. Questa teoria per noi è morta, e dev'essere morta per sempre. Nella nostra società - noi affermiamo - in cui ogni unità di fede religiosa è svanita, e - crediamo - svanita senza possibilità di ritorno, le scuole mantenute col denaro pubblico non possono essere messe al servizio di nessuna credenza religiosa, e gli insegnanti delle scuole pubbliche devono essere assolutamente autonomi da ogni controllo di autorità ecclesiastiche. La laicità della scuola, intesa in questo senso, noi nella nostra legislazione l'abbiamo piena e incondizionata. L'abbiamo avuta fino dalla legge Casati. Ma per laicità deve intendersi la indipendenza legale degli insegnanti dalla sola gerarchia cattolica? La Chiesa cattolica, in fondo, è un'associazione privata, la quale tende ad espandersi in luogo dello Stato, ad asservire a sé lo Stato, a impadronirsi di tutti gli organi dello Stato, compresa la scuola. · Questa tendenza è comune a tutte le organizzazioni religiose e a tutti i partiti politici. Mazzini, per esempio - piu leale e piu sincero di parecchi suoi seguaCI -, negava energicamente la libertà di insegnamento, e non appena fosse avvenuta la sua rivoluzione, prometteva a Daniel Stern che avrebbe destituiti tutti i professori hegeliani dell'Università di Napoli. E quando, ministro dell'Istruzione l'on. Nasi, la Massoneria fece e disfece dispoticamente alla Minerva, il signor Nathan, Gran Maestro della Massoneria e alquanto mazziniano, approfittò del momento propizio per fare imporre come libro di testo nelle scuole / doveri degli uomini del Mazzini: libro imbevuto di dogmatismo religioso dal principio alla fine. In generale tutti i partiti religiosi o politici guardano con cupidigia alla scuola, e son portati a considerare gl'insegnanti come doganieri del pensiero, o giullari che abbiano il dovere di cambiare la canzone secondo muta il capriccio della castellana. Non dalla sola Chiesa cattolica, dunque, noi dobbiamo affermare l'indipendenza dell'insegnante nella scuola pubblica, ma da tutte le Chiese e da tutti i partiti politici. Laicità della scuola pubblica e indipendenza della ma-- 882 BibliotecaGino Bianco

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