• Scuola privata e scuola pubblica Il clericale segue una linea di pensiero del tutto diversa. Disputa, insiste, condanna, minaccia, con albagia e ferocia, non tanto sui problemi della condotta morale, quanto sulle basi dogmatiche della religione. Fuori di queste non c'è, secondo lui, vita morale. Chi non è clericale non è cattolico; chi non è cristiano non è religioso; chi non è religioso è immorale. Perciò chi non è clericale è un essere maligno e pericoloso alla società. La esperienza dimostra che si può essere un perfetto clericale ed essere un emerito briccone, e si può non esser né clericale, né cattolico, né cristiano, né religioso, ed essere un perfetto galantuomo. Uomini che hanno la stessa religione hanno diverse fibre morali, e uomini che hanno diverse religioni hanno eguali modi di comportarsi moralmente. Questa esperienza non esiste per il clericale. Esiste solo la certezza che, se non accettate i suoi dogmi, siete un'anima perduta. Essendo sicuro che la sua anima si salverà, si occupa di salvare le anime degli altri, presuntuoso, arrogante, invadente. Quanto alla scienza, faccia pure il suo comodo, finché non arriva sul limitare del dogma; arrivata a quel punto, alto là. A me dorrebbe assai se gli scritti raccolti in questo libro dispiacessero alla mia vecchia amica "cattolica" o ad altri cattolici come lei. Non m'importerà niente se saranno disapprovati da tutti i "clericali" di questo mondo. Sono scritti vecchi di trenta ed anche piu che quarant'anni; meno il quarto che appartiene al 1948: l'ho aggiunto agli altri, quasi che continuasse lo scritto precedente, non solo perché aiuterà, spero, a chiarire meglio il mio pensiero, ma perché dimostra che le posizioni ideali di oggi sono quelle stesse del 1909. Le posizioni ideali. Non piu le condizioni di fatto. Quel che i clericali domandavano in Italia nel primo decennio di questo secolo, l'hanno ottenuto ormai quasi in pieno. Di noi dobbiamo dire che abbiamo perduto una grande battaglia. Abbiamo perduto anche la guerra, e per sempre? La guerra fra cultura ecclesiastico-dogmatica e cultura secolare-critica non è guerra d'oggi. Cominciarono nel secolo XII i giuristi risuscitando lo studio del diritto romano, stupenda costruzione razionale lasciata in eredità dalla civiltà classica ai secoli di là da venire (" omnis jurisconsultus male de religione sentit "). Poi vennero nel secolo XIII i filosofi. del rinascimento aristotelico, per quanto San Tommaso abbia fatto uno sforzo gigantesco per conciliare la tradizione ecclesiastica colle inquietudini di un pensiero sempre piu ribelle. Il fronte di battaglia andò allargandosi nel secolo XIV. La tradizione retrocedé su tutta la linea nel secolo XV e nella prima metà del secolo XVI. Nella seconda metà di quel secolo la Controriforma rimise in trono la tradizione ecclesiastica nella Spagna, in Italia e nei paesi ereditari di Casa d'Austria. Galileo ne seppe qualcosa. E fu vittoria di lunga durata. Ma nei secoli XVIII e XIX, pur fra alti e bassi, la tradizione clericale subi sconfitte tremende anche nei paesi della Controriforma. Oggi siamo di 880 BibliotecaGino Bianco
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