Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Il programma scolastico dei clericali Prefazione Questo libro è intitolato Il programma scolastico dei clericali; non Il programma scolastico dei cattolici. Io considero come una fra le massime fortune della mia vita aver conosciuto quando avevo. venti anni, una vecchia gentildonna toscana, alla quale mi affezionai come figlio e che come tale mi trattò. Era profondamente religiosa, anzi mistica. Visse beneficando. Parlava con emozione di una udienza ottenuta, insieme a molti altri pellegrini, da Leone XII, e il Papa stese verso di lei la mano tremante attraverso la prima fila dei visitatori, affinché la baciasse. Una volta, malaticcia, andò a Roma a dire a Pio X che un prete, di cui si diceva che sarebbe stato fatto vescovo, meritava di essere diligentemente investigato, perché, secondo lei, non era da fidarsene. Sono sicuro che pregava spesso perché ritornassi a quella fede che era per lei salute e vita. Ma non me ne disse mai nulla. Nelle lunghe conversazioni, che avevamo specialmente di estate, quando andavo a visitarla nella sua campagna, discutevamo su tutto, ma non mai su dogmi religiosi. Non dubitò mai, credo, di questi, ma non se ne interessava affatto. Quel che trovava in me, ed aspettava da me - e vorrei aver sempre fatto quel che potevo per non tradire le sue aspettative - era.l'accettazione dei suoi ideali morali e la conformità della vita con quegli ideali. Associati in quella comunanza, facevamo lunghe scorribande in tutte le direzioni, consentendoci a vicenda qualunque disaccordo, perché eravamo sicuri della via per ritornare al porto morale dal quale ci eravamo partiti. Non ammetteva che fra la sua fede e la severità della scienza potesse mai esservi contraddizione; ma non ammetteva che la fede stabilisse limiti preventivi alla ricerca scientifica; la concordanza, secondo lei inevitabile, fra fede e scienza doveva nascere dal libero cammino della scienza verso la fede, non da una dittatura della fede sulla scienza. Si affermava risolutamente cattolica, ma avrebbe protestato se l'avessero detta clericale. Si diceva cattolica liberale. Diceva che il non expedit era uno sproposito, e alzava le spalle quando si parlava di potere temporale. Io le dicevo che era cristiana savonaroliana con venature gianseniste. 879 BibliotecaGino Bianco

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