Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Scuola pubblica e scuola privata l'esistenza di gruppi e di forze spirituali atte a dare vita ad una scuola privata florida, inspirata dal solo intento di giovare all'incremento della coltura e all'elevamento intellettuale del paese; che pertanto la delega dello Stato ad enti privati non che giovare a migliorare la scuola, la ridurrebbe ad essere lo strumento di fini particolari di partito o mezzo di lucro conseguito a ~capito della serietà e della efficacia dell'insegnamento: che l'allontanamento dalla scuola dello Stato di una parte grande o piccola degli alunni che la frequentano, violerebbe il principio democratico, che vuole sia dato ad ogni ordine di cittadini la possibilità di percorrere i gradi medi e superiori di studi come avviamento ad assumere le funzioni direttive della società;• per queste ragioni pur ritenendo opportuno che sia lasciata libertà di esistenza alla scuola privata e di iniziativa agli enti' locali per la creazione di scuole che debbano corrispondere a particolari condizioni e bisogni; dichiara che lo Stato debba considerare funzione e compito suo di provvedere alla istruzione nazionale, e abbia l'obbligo di procurarsi e dare i mezzi necessari per compiere tale funzione, piu adeguatamente che non abbia fatto fin qui. Se si sopprime nell'ordine del giorno Mondolfo l'accenno alla scuola privata, che abbiamo stampato in corsivo, si ottiene un testo che in forma meno generica e piu chiara afferma né piu né meno di quanto è contenuto nell'ordine del giorno Moro. D'altra parte, quell'accenno alla scuola privata sta nell'ordine del giorno Mandolfo come qualcosa di appiccicaticcio e di illogico: se si afferma che lo Stato non deve delegare a nessun altro il compito di provvedere alla istruzione nazionale, e che non esistono nel paese gruppi capaci di dare vita a una florida scuola privata, e che la scuola privata non può essere che strumento di partito o di speculazioni finanziarie, la conseguenza necessaria di queste premesse è il divieto della scuola privata e il monopolio dello Stato. Questo principio del monopolio non è nettamente affermato nell'ordine del giorno Moro; ma è evidente che la maggioranza del Congresso ha respinto l'ordine del giorno Mondolfo solamente perché questo riteneva opportuno non sopprimere del tutto la scuola privata: cioè si è dichiarata favorevole al piu intransigente monopolio statale. Monopolio, beninteso, non quale funziona oggi, ma quale dovrebbe funzionare, se la scuola di Stato fosse bene organizzata, bene dotata, scrupolosamente curata. E qui sta il centro del problema. Dopo sessant'anni di esperienza, chi può credere seriamente che lo Stato, in Italia, vorrà occuparsi della scuola media, con quell'affetto e rispetto, che sarebbe necessario perché essa non funzionasse piu come fucina di disorganizzazione intellettuale della gioventu? E abbandonando la parola Stato, che è fatta a posta per creare equivoci e confondere le idee, possiamo noi credere che la borghesia italiana, qual'è oggi costituita, possa vedere nella scuola altri che una fabbrica di diplomi per i suoi figli, e dare deputati e ministri capaci di affrontare il problema della educazione nazionale con serietà di intendimenti? Quelle forze spirituali, che non esistono nel paese per dar vita a una scuola privata florida, esistono forse, per dar vita a una florida scuola pubblica, nello Stato, cioè nella 876 BibliotecaGino Bianco

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