Scuola privata e scuola pubblica oligarchia affaristica, parlamentare, burocratica e giornalistica, che costituì- . sce m Italia, oggi, lo Stato? Lo Stato è forse qualcosa di diverso dal paese? E si può trovare nello Stato quel che nel paese non c'è? Il problema di mettere la scuola pubblica in condizioni di funzionamento onesto e sincero, non è solamente problema di buona volontà nello Stato, cioè nei gruppi sociali, che fanno le leggi e dominano la pubblica amministrazione: è anche problema di capacità finanziaria. Dove trovare i fondi necessari per mettere in perfetta efficienza tutte le scuole pubbliche oggi esistenti, e per pagare gl'insegnanti cosi'.bene da attirare all'insegnamento le migliaia di persone che sarebbero necessarie? A questo si risponde che i denari si debbon trovare: lo Stato ha speso tanti miliardi per la guerra, deve spendere quei cinquanta o cento milioni annui che occorrono per mettere le sue scuole medie in condizioni di ben funzionare; e se lo Stato non eseguirà questo dovere, faremo ... la rivoluzione. Questo è oramai il ritornello di tutti i milioni e miliardi, che si chiedono allo Stato: la rivoluzione. Ma la rivoluzione non l'hanno fatta i socialisti ufficiali per vendicare la strage dell'Avanti! e possiamo noi sperare che avvenga per obbligare i marmocchi a studiar meglio e a non passar piu senza esami? Chi la farà questa rivoluzione qua? I professori diventeranno rivoluzionari essi per ottenere il miglioramento della scuola pubblica: cioè uniranno le loro forze a quelle dei partiti rivoluzionari per far piazza pulita del passato ?9 E cosi'. sia. Ma credono essi che i partiti rivoluzionari s'interessano della scuola media piu che i partiti conservatori? Con quell'aria di fiducia, che i socialisti ufficiali italiani hanno per i "borghesi intellettuali," sperano essi di far prendere a cuore le sorti della scuola media da un'Italia rivoluzionata, meglio che non riescano a far capire il problema scolastico oggi all'Italia in involuzione? Eppoi la rivoluzione tutto può fare, meno che aumentare le pubbliche entrate, se non c'è ricchezza per pagarle. Orbene, di milioni e di miliardi disponibili non ce n'è. È inutile illudersi. Quegli ottanta miliardi, che sono stati spesi per la guerra, erani tutti messi insieme a furia di debiti interni, esterni e di carta moneta, cioè di altri debiti interni. E ora occorre pagare gl'interessi dei debiti. E appunto perché si devono pagare quegl'interessi, è difficile trovare altri miliardi per altri usi. Finora abbiamo digerito il nostro stomaco. Messi sul biv.io fra diventar schiavi tedeschi e impoverirci, abbiam preferito impoverirci. Ed ecco avvicinarsi il momento, in cui dobbiamo sopportare la conseguenza della nostra scelta. E dobbiamo guardare in faccia la realtà. Invece di sognare nuove spese di nuovi miliardi, faremmo meglio ad esigere che si metta finalmente un freno a tante spese civili e militari, non necessarie, che minacciano di continuare a divorarci dopo la pace piu di quanto non ci abbiano divorati durante la guerra. In siffatte condizioni, chi difende il sistema scolastico attuale, rico-· 877 BibliotecaGino Bianco
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