Scuola privata e scuola pubblica di essere meglio dotati; e attraverso quella, che essi chiamano la "libertà d'insegnamento," s1 ripromettono la creazione di un nuovo monopolio: di quello clericale. Il monopolio di Stato Un fine diverso, anzi perfettamente opposto, perseguono quegl'insegnanti, che domandano la fine dell'attuale disordine scolastico. La scuola pubblica è in pieno sfacelo, ed essi vogliono salvarla; la scuola pubblica è discreditata, ed essi vogliono darle la rispettabilità; la scuola pubblica si difende sempre peggio dagli assalti dei clericali, ed essi vogliono metterla in condizione di superare la crisi, che minaccia di riuscirle mortale. Della miseria, a cui sono ridotti gli studi, essi sono i testimoni impotenti, gli strumenti riluttanti, le vittime. Salvare la scuola pubblica dalla rovina, significa per essi salvare la loro dignità di professionisti, porre fine al disagio morale intollerabile, in cui sono messi dalla coscienza che tutto il loro lavoro è vano, dalla mala compagnia di colleghi inetti, dalla demoralizzazione e indisciplina degli alunni. Solamente, nella ricerca dei rimedi gl'insegnanti si dividono. La soluzione, che piu immediata si presenta allo spirito, e che per molto tempo è apparsa anche a noi la migliore, è di esigere che le scuole pubbliche, nel numero attuale e rese anche piu numerose se sarà necessario, sieno riformate, in modo da rispondere meglio ai bisogni del paese, e gli studi e gli esami vi sieno resi piu seri e piu rigidi, e gl'insegnanti sieno meglio preparati dalle università, e scelti con maggior cura, e retribuiti in modo che la carriera dell'insegnamento attiri a sé tanti giovani quanti in realtà occorrono per far funzionare regolarmente tutte le pubbliche scuole. Questa corrente di idee si è manifestata nel recente Convegno di Pisa, nell'ordine del giorno Moro che ebbe, con 88 voti, la maggioranza dei votanti: Il Congresso, fedele alle tradizioni federali, respingendo ogni menomazione del compito educativo dello Stato, afferma il dovere di un sempre maggiore e piu razionale incremento della scuola media statale, concepita come funzione nazionale in rispondenza ai crescenti bisogni della elevazione spirituale, fisica, professionale di tutto quanto il popolo italiano. Ma anche l'ordine del· giorno Mondolfo, che ebbe 59 vou, s1 ispira agli stessi principi fondamentali dell'ordine del giorno Moro. Esso dice: Il Congresso, considerato che non è logico che lo Stato, mentre va ogni giorno estendendo la sua attività in 1lempre nl,}ovi campi della vita economica e sociale, rinunci al compito di educare i propri cittadini, delegandolo ad altri enti; che, d'altra parte nella presente condizione della vita nazionale non si intravede 875 BibliotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==