Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Scuola pubblica e scuola privata Una concorrenza impossibile Quando la legge Casati fondò in Italia il sistema delle scuole pubbliche, riconoscendo il diritto di libera concorrenza alle scuole private, queste erano numerose e frequentate per forza di tradizione; le scuole pubbliche, invece, erano create faticosamente, attraverso grandi difficoltà, data la scarsezza del personale insegnante disponibile e la esiguità dei mezzi finanziari. Inoltre, gli studi nelle scuole pubbliche furono organizzati dapprima con grande rigidità: si può dire, anzi, con eccessiva rigidità: si pensi, per esempio, che chi era licenziato dal liceo, dopo una vera via crucis di molteplici prove scritte e orali, doveva dare un altro esame di ammissione, se voleva entrare nell'università: ci furono anni, in cui a Napoli le commissioni esaminatrici dovettero essere protette dai carabinieri contro le rivolte dei candidati. In queste condizioni, una concorrenza fra scuole pubbliche e scuole private era possibile. Non dava resultati molto brillanti, perché le scuole private valevano poco e le scuole pubbliche non valevano molto di piu: fra i preti e i frati delle scuole clericali, e i preti spretati e i veterani delle patrie battaglie che insegnavano nelle scuole pubbliche, era concorrenza tra due debolezze, piuttosto che fra due forze: le leggi e i regolamenti a poco valgono, se coloro che debbono applicarli non vi sono essi per primi preparati; e i professori erano allora quali si erano formati negli antichi regimi: una piccola minoranza di autodidatti di gran valore morale e intellettuale, e una caterva di mediocri o insufficienti. Occorreva dar tempo al tempo: aspettare che col progresso della cultura nazionale e col sopravvenire di insegnanti piu seriamente preparati alle nuove università, il livello delle scuole pubbliche si elevasse lentamente ma continuamente, e quindi fossero costrette a migliorarsi anche le scuole private, i cui alunni dovevano, anno per anno, misurarsi con quelli delle scuole pubbliche negli esami finali. Purtroppo le cose non sono andate a questo modo. Caduta la Destra conservatrice nel 1876, il sistema di studi costruito nei primi anni del nuovo regime cominciò ben presto a rallentarsi. La media e piccola borghesia, divenuta classe dominante con la riforma elettorale del 1882, vuole godere dei privilegi sociali annessi e connessi con la cultura, ma non fare nessuno sforzo per meritarseli: manda i figli a scuola perché prendano le licenze e i diplomi, ma non intende che la scuola li rifiuti se sono inetti o svogliati. E i ministri - che sono sangue del sangue e carne della carne di questa classe sociale - in questo solo hanno avuto un metodo comune, una vera e propria tradizione di governo: nella politica scolastica delle facilitazioni. La rilassatezza, frenata nei primi anni della Sinistra dalla impossibilità di buttar per aria a un tratto tutti i freni iniziali, si sviluppò via via che i singoli ostacoli venivano eliminati. La corsa degli asini è pro-. 873 BJbliotecaGino Bianco

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