Scuola privata e scuola pubblica agli esami finali di liceo o di istituto tecnico, e che quindi occorrerebbe sempre utilizzare a questo fine gl'insegnanti secondari; 3° che le sedi di esame dovrebbero essere assai piu numerose di quelle che possono offrire le università, affinché le famiglie avessero il minore disturbo e la minore spesa possibile in occasione di questi esami di Stato. Per tutti questi motivi, occorre riconoscere che, in fondo, il sistema attuale di far dare gli esami di licenza presso le scuole medie per mezzo di commissioni di insegnanti secondari, per quanto non rispondente all'ideale migliore, è una necessità pratica. Solo si dovrebbe generalizzare l'uso dell'intervento degli insegnanti universitari nelle commissioni di licenza nelle quali dovrebb'essere sempre obbligatorio l'intervento di un insegnante universitario di lettere e di uno di scienze. Scuola pubblica e scuola privati Nel numero del 29 marzo dell'Unità abbiamo spiegato come la democrazia italiana debba rifiutare nel problema della scuola media tanto il monopolio di Stato, quanto la "libertà d'insegnamento," quale la intendono i clericali, cioè come arma per demolire le scuole pubbliche e arrivare al monopolio ecclesiastico. Il metodo migliore per risolvere il problema, date le condizioni del nostro paese, è sempre quello escogitato dai liberali del nostro Risorgimento: non vietare l'insegnamento privato, ma mantenere in concorrenza con esso un sistema di scuole pubbliche, assegnando a queste il monopolio degli esami per la concessione di tutti i certificati di studio aventi valore legale. Solamente facevamo osservare, sulla fine dell'articolo, che, dato l'eccessivo numero delle scuole pubbliche e il pessimo ordinamento degli studi, c'è nelle domande dei clericali qualcosa, che merita di essere accolto, per dovere di lealtà e per il progresso della cultura del nostro paese. E promettevamo di occuparci dell'argomento in un altro numero. Ma, come ci avviene quasi sempre quando promettiamo uno studio, l'accavallarsi degli avvenimenti ci ha impedito di sciogliere l'impegno, finché il Congresso nazionale della Federazione degl'Insegnanti Medi tenuto a Pisa nella scorsa settimana, non è venuto a imporre il problema alla pubblica attenzione, richiamandoci al mantenimento della vecchia promessa. 1 Pubblicato in "L'Unità" del 17 maggio 1919. [N.d.C.] 872 BibliotecaGino Bianco
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