I clericali e la scuola media buti degli alunni, il sussidio finanziario di un vescovo, o di un fedele facoltoso, o di un ordine religioso, perché essa possa prosperare facilmente e contrapporsi in ottime condizioni di concorrenza economica alle scuole pubbliche. . Si aggiunga che l'istruzione media si rivolge alle classi dirigenti, la cui conquista per mezzo della scuola è uno dei punti fondamentali della azione clericale dal secolo XVI in poi; che per quest'opera il clero ha una tradizione tutt'altro che ingloriosa, specie per quanto riguarda l'insegnamento classico; che basterebbero in Italia poche centinaia di scuole private intelligentemente distribuite dove piu ce n'è bisogno, per elevare contro il sistema scolastico dello Stato un formidabile sistema concorrente di scuole clericali. E si comprenderà perché sia proprio questo il terreno meglio disposto per la conquista da parte dei clericali. I quali per riuscire a poco a poco nel loro intento non debbono fare altro che incoraggiare il Governo a lasciar andare a male con la indifferenza e con la inerzia le scuole pubbliche, invocare continui aumenti di tasse scolastiche nelle scuole pubbliche per rendere sempre piu agevole la concorrenza delle scuole private, moltiplicare le proprie scuole, e ottenere per queste alcune impercettibili riforme regolamentari o legislative, e soprattutto favori amministrativi di commissioni di esami e di pareggiamenti. Di fronte a questa tattica facile e pericolosa, il programma della democrazia - diciamo di una democrazia sul serio, - dovrebbe essere chiaro: 1. Nessuna ingerenza dello Stato nell'insegnamento privato. 2. Riordinamento delle scuole pubbliche in modo che rispondano meglio che sia possibile ai bisogni del paese. 3. Monopolio degli esami rigidamente e intransigentemente rivendicato alle scuole pubbliche. In fondo, non si tratterebbe che di difendere lo statu quo legislativo in tutto, meno che per quanto riguarda l'abolizione dell'istituto del pareggiamento, ed esigere dai ministri dell'Istruzione e dai funzionari del Ministero l'applicazione leale e rigorosa delle leggi vigenti. I deputati veramente democratici dovrebbero esercitare un controllo continuo e sistematico sull'opera dell'amministrazione, cioè non chiedere favori personali per i loro clienti elettorali, costringendosi in cambio a chiudere gli occhi per non vedere. È un problema di carattere morale degli uomini piu che di riforma delle leggi. E per questo un problema la cui soluzione presenta forse insuperabili difficoltà. 867 BibliotecaGino Bianco
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