I clericali e la scuola media ta da quella tesi m maniera diversa da un altro? L'escogitatore del programma minimo clericale concepisce, evidentemente, l'esame come un succedersi pappagallesco di domande e di risposte stilizzate, e crede possibile che una materia d'insegnamento possa essere ridotta a... catechismo. Ve l'immaginate un esaminatore di matematica, il quale debba interrogare sulla "tesi" del teorema di Pitagora senza poter risalire, per accertare l'agilità intellettuale e la serietà della cultura del candidato, alla "tesi" del1'equivalenza dei triangoli, e poi passare di qui alla "tesi" delle parallele? Eppure questa scemenza pedagogica, domandata ufficialmente per la prima volta al governo dai clericali nel 1908 (REZZARA, op. cit., pp. 291 e sg.), è stata accolta da un ministro - guarda combinazione! - radicale: dall'on. Credaro (circolare 28 marzo 1912). Piu .importanti sono le altre tre domande, delle quali la prima si appoggia ad una consuetudine amministrativa, non autorizzata da nessuna legge, per cui il ministro può concedere a una scuola privata, di essere sede di esame, inviandovi a spese dell'istituto interessato una commissione di insegnanti governativi. Chi scrive queste note, ricorda di aver dato gli esami di licenza ginnasiale in un istituto privato, che aspettava il pareggiamento, davanti a una commissione di questo genere:. una mezza dozzina di professori governativi venuti dal capoluogo della provincia, alloggiati e nutriti a spese dell'istituto, che mangiavano come porci, e mandavano in lungo gli esami per intascare il maggior numero possibile di diarie; e che esami, giusto cielo, che esami da galera! I clericali non si contentano di avere la Commissione di esame presso la loro scuola; vogliono anche che l'Istituto "vi sia rappresentato"; cioè vogliono che i professori privati abbiano voto nella Commissione. È evidente che non solo questa domanda non si deve in nessun modo accettare, ma si deve anche vietare esplicitamente al ministro la facoltà di concedere sedi di esame a istituti privati. Se il Ministero della P. I. pubblicasse la nota intera degli istituti privati, a cui ha concesso sedi di esame in questi ultimi dieci anni di "democrazia" anticlericale, se ne vedrebbero forse delle belle! La terza domanda è stata accolta in parte dal ministro - guarda combinazione! - radicale, on. Credaro, nell'ultimo regolamento sugli esami (art. 12)2: i candidati provenienti dalle scuole private, i quali finora potevano presentarsi alle scuole governative della provincia piu vicina alla sede della loro abituale dimora, potranno da ora in poi scegliere a loro arbitrio la scuola governativa presso cui intendono dare l'esame, cioè gl'insegnanti da cui preferiscono essere esaminati. Basterà che il ministro, confidenzialmente sollecitato da un gruppo di deputati clericali o... massoni concentri m un certo numero di istituti opportunamente distribuiti per la penisola i professori in odore di santità presso la Santa Madre Chiesa, 2 Allude al R.D. 22 giugno 1913, che modificava il Decreto 13 ottobre 1904, n. 598. [N.d.C.] 863 BibliotecaGino Bianco
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