Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

I clericali e la scuola media' Il programma attuale dei clericali Dicevamo sulla fine dell'articolo pubblicato nell'ultimo numero dell'Unità che gli sforzi del Partito clericale tendono oggi a concentrarsi sulla scuola media, con una tattica diversa da quella che fu da essi tenuta fra il 1860 e il 1870. Allora il sistema scolastico statale era appena in formazione, e si poteva negarlo intransigentemente nella speranza di soffocarlo nelle fasce. Oggi un migliaio di scuole pubbliche esiste oramai di fatto, e domandarne l'abolizione significherebbe minacciare un troppo esteso e troppo subitaneo spostamento di abitudini e di interessi, che reagirebbero contro il pericolo, ed aumenterebbero le difficoltà dell'opera progettata. I clericali oggi, pertanto, si limitano a presentare un programma minimo, cioè la rivendicazione della "libertà d'insegnamento" per le loro scuole, in concorrenza con le scuole dello Stato. E per "libertà d'insegnamento" intendono non la libertà ad essi riconosciuta oramai incondizionata dalla legge Casati e dalla consuetudine amministrativa, che ha abbandonato ogni diritto di ispezione sulle scuole private: bensf l'abolizione pi,u o meno larvata del monopolio delle scuole di Stato in fatto di esami. Essi, infatti, chiedono: I. Che gli Istituti privati, legalmente autorizzati aventi corsi completi, possano ottenere nella propria sede, sottostando a tutte le spese a ciò occorrenti, una Commissione per gli esami di licenza e di maturità, e che l'Istituto vi sia rappresentato; 2. Che ogni Istituto possa avere una rappresentanza nelle Commissioni degli esami pubblici di licenza e di maturità, per assistere i propri candidati; 3. Che sia libera al candidato privatista la scelta della sede di esame, purché sia una scuola governativa o pareggiata; 4. Che le tesi d'esame siano uguali per tutte le scuole di pari grado, e pubblicate in principio dell'anno scolastico (REZZARA, op. cit., p. 124). Il programma massimo clericale e il ministro radicale Quest'ultima domanda è piuttosto sciocca, e rivela in chi primo la escogitò una conoscenza assai grossolana del meccanismo di un esame. Come si fa, per esempio, a mettere in tesi la conoscenza del latino e del greco? anche ridotta, per esempio, tutta la storia in tesi, come evitare che un esaminatore interpreti i limiti e la struttura intima della materia indica1 Pubblicato in "L'Unità" del 24 ottobre 1913. [N.d.C.] 862 BibliotecaGino Bianco

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