Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

I clericali e la scuola media ta solo fino a un certo punto: non v'è istituto privato, laico o clericale, che non abbia qualche deputato protettore, sotto le cui pressioni il Provveditore agli studi non debba continuamente chiudere gli occhi sulla mancanza di titoli legali degl'insegnanti. Dal 1896 in poi non si pubblica piu neanche la statistica annuale delle scuole private, in modo che oggi noi non sappiamo di sicuro neanche quale estensione abbiano gl'istituti privati in confronto colle scuole pubbliche. In Italia l'insegnamento privato è, di fatto, assolutamente libero. Ed è bene che sia cosf, e non sarebbe un male se quegli articoli della legge Casati, che dànno allo Stato un diritto di ispezione, fossero senz'altro aboliti anche esplicitamente. Il Governo tenga le sue scuole e cerchi di farle andare meglio che sia possibile; e i privati restino assolutamente liberi, nei limiti delle leggi comuni, di organizzare le loro scuole come meglio credono. La scuola privata può avere anche un utile campo di tentativi e di esperimenti pedagogici a patto di essere lasciata del tutto libera. Dalla concorrenza delle scuole private libere le scuole pubbliche - purché stieno sempre in guardia, e sieno spinte dalla concorrenza a migliorarsi, e non pretendano neghittosamente eliminare con espedienti legali la concorrenza stessa - hanno tutto da guadagnare e nulla da perdere. Su un punto solo la legge Casati dà alle scuole dello Stato un monopolio e subordina ad esse le scuole private: per tutto quanto riguarda la concessione di certificati scolastici aventi valore legale, i quali non possono essere conseguiti che in seguito ad esami sostenuti nelle scuole dello Stato o pareggiate a quelle dello Stato. E quando si voglia ragionare in buona fede e senza partito preso, nessuno può considerare questo monopolio come illiberale e iniquo. Salvo, infatti, che non si voglia proclamare la assoluta libertà delle professioni liberali e autorizzarne l' esercizio per chiunque senza nessuna limitazione preventiva, è evidente che le abilitazioni professionali, come altrove abbiamo spiegato (vedi Unità, n° 28 febbraio), non possono essere concesse che da esaminatori di Stato indipendenti dai candidati. Un insegnante di istituto privato, che sia pagato dai suoi alunni e che corra pericolo di morir di fame non appena sia abbandonato dagli alunni, e debba nello stesso tempo esaminare e giudicare e classificare giuridicamente gli stessi alunni, sarebbe per necessità costretto ad approvarne il maggior numero possibile. Solo un esaminatore la cui posizione economica sia del tutto indipendente dal resultato degli esami e questo non si può avere che con l'esaminatore funzionario di Stato, può giudicare i candidati con una serenità almeno relativa. Contro questo sistema giuridico i clericali non si sono mai stancati di protestare. E via via che il loro movimento si allarga e si consolida, i loro sforzi maggiori si concentrano specialmente su questo terreno. Solamente, la loro tattica non è piu precisamente quella che seguivano nei primi decenni del nostro Risorgimento nazionale. In un altro articolo vedremo come essa si è adattata al nuovo stato di fatto. 861 BibliotecaGino Bianco

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