Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

I clericali e la scuola media tà, di stampa, di associazione, ecc., la libertà d'insegnamento. Potevano essi, ora, a un tratto rinnegare il loro passato e violare nei clericali il di- -ritto che essi avevano sempre rivendicato per tutti? Certi subitanei voltafaccia, a cui in questi ultimi decenni ci ha avvezzati in Italia prima la Sinistra storica e poi la nostra democrazia di princisbecco, non erano di moda cinquant'anni or sono. E Francesco De Sanctis non correva nessun pericolo di essere compatito come ingenuo e malpratico, allorché affermava fieramente, lui liberale, il diritto che i clericali avevano a godere di tutti i vantaggi della libertà, anche se avessero come programma il soffocare la libertà altrui colle armi di cui erano forniti dal regime di libertà. "Ad essi, 11 diceva fieramente il De Sanctis nel 1841, sintetizzando tutta la dottrina liberale, "la compressione, sia pure; a noi la libertà. Ad essi l'oppressione; a noi la conciliazione. È il loro sistema, che li ha perduti; è il nostro sistema, che ci farà vincere. Questa è la nostra fede" ( Critica, 20 gennaio 1913, p. 59). Dinanzi a questo sistema di idee, i sostenitori del monopolio scolastico statale anticlericale erano disarmati. Non avevano nessun principio di giustizia da sostituire al principio della libertà, che era in fondo la base delle loro stesse idee. Essi si dibattevano in una contraddizione insanabile fra la invocazione della libertà per tutti, e il divieto della libertà pei clericali. Né questo dissidio è ancora vinto in gran parte dei nostri partiti democratici. Né sarà vinto, finché non ci saremo convinti che si può essere preti, cioè intolleranti, e perciò antidemocratici in diversi modi: alla Pio X e alla Nathan, secondo il figurino dell'Asino e secondo il figurino del Mulo; e nella democrazia, come non c'è posto per i preti neri, cosf non ce ne dovrebbe essere neanche per i rossi. Il sistema del monopolio scolastico sarebbe altrettanto stupido e tirannico, quanto il monopolio governativo della stampa. Né sulla stampa né sulla scuola nessun uomo, che abbia sensi di fiere2tza e di dignità individuale, potrà mai consentire allo Stato, qualunque esso sia, un diritto di esclusività, che tenderebbe a trasformare tutta la nazione in una turba di schiavi, intellettualmente asserviti al prepotere dei partiti e delle combriccole di governo. Tanto varrebbe ritornare al sistema... clericale! Il sistema liberale Mentre, per altro, si rifiutavano di sopprimere col monopolio scolastico ogni libertà d'insegnamento privato, i liberali che crearono la nuova amministrazione nazionale, si resero conto della necessità di impedire nello stesso tempo che la formula giuridica della libera concorrenza scolastica, applicata in un ambiente in cui i piu forti erano i clericali, servisse solo a mantenere _il dominio clericale nella istruzione della gioventu. Il liberismo assoluto era in questo campo pericoloso, e nelle necessità della co859 BibliotecaGino Bianco

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