I clericali e la scuola media1 Il programma massimo dei clericali Non appena si costituf il nuovo Stato nazionale e liberale italiano, i clericali - che fino al giorno prima avevano negato nei vecchi Stati da essi dominati il diritto di esistere ad ogni scuola non soggetta alla potestà ecclesiastica - inalberarono ad un tratto la bandiera della "libertà d'insegnamento" contro ogni iniziativa scolastica di quel Governo, in cui oramai non potevano vedere che un nemico. Lo Stato - affermavano essi - non ha nessuna competenza in fatto di istruzione e di educazione. Ogni legge sull'insegnamento è contraria al diritto naturale delle famiglie di educare i loro figli come meglio credono. L'insegnamento deve potere essere esercitato da chiunque goda dei diritti civili, senza bisogno di abilitazioni o di autorizzazioni preventive da parte dello Stato. Le scuole, indipendenti da ogni controllo di funzionari statali, devono essere amministrate e sorvegliate da un ufficio tecnico centrale, eletto dagl'insegnanti delle scuole "esistenti" e indipendente dai poteri politici. Unica funzione lasciata allo Stato, quella di ... pagare: cioè di sussidiare qualsiasi scuola in proporzione diretta del numero degli alunni, cioè della .fiducia che mostrano verso la scuola i genitori inviandovi i figli, e in proporzione dei resultati di educazione e d'istruzione, che se ne ricavano, e che devono essere accertati dall'Ufficio centrale elettivo di cui sopra (REZZARA, Il problema scolastico nell'ora presente, pp. 112, 123-4). Il sistema è teoricamente perfetto dal punto di vista ... liberale: e piu volte è stato invocato qualcosa di simile, in questi ultimi anni, anche da uomini militanti nei partiti democratici e buoni conoscitori dei bisogni delle nostre scuole. Ma, istituito in Italia fra il 1860 e il 1870, quel sistema - e per questo i clericali ne erano cosf teneri! - avrebbe assicurato per sempre ad essi il monopolio dell'istruzione delle classi medie. Le scuole allora "esistenti" erano, infatti, quasi tutte ecclesiastiche: ridotte bens1 alla. posizione giuridica di semplici scuole private, ma sicure di non incontrare nella iniziativa privata liberale una concorrenza apprezzabile. Non che tutte le scuole clericali, trasmesse al nuovo regime politico dai vecchi Stati, fossero buone, e cattive dovessero per intrinseca necessità riescire tutte le eventuali scuole private liberali: le vecchie scuole dei preti erano quasi tutte, in fatto di istruzione e di educazione, quanto di piu miserabile e di scellerato si potesse immaginare; e il Partito liberale aveva senza dubbio nelle sue file un insieme di capacità scienti.fiche e didattiche assai superiore a quelle del clero secolare e regolare. 1 Pubblicato in "L'Unità," 17 ottobre 1913. [N.d.C.] 857 BibliotecaGino Bianco
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