Scuola privata e scuola pubblica scienza del popolo l'idea del diritto e della necessità di propugnare le riforme che dovranno condurre a conseguirla in tutti i suoi gradi e specialmente di ottenere, per quanto riguarda la istruzione primaria: a) che tanto gli alunni delle scuole comunali, quanto quelli delle scuole private, siano soggetti ad un unico esame di compimento, maturità o licenza elementare, da darsi da commissioni miste, nelle quali siano egualmente rappresentati gli istituti pubblici e gli istituti privati; b) che la legge consenta agli insegnanti delle scuole private l'iscrizione al Monte Pensioni, alle condizioni fatte rispettivamente ai maestri delle scuole pubbliche; c) che la legge fissi il minimo di stipendio per gli insegnanti delle scuole libere; d) che lo Stato, i Comuni e le Provincie ed altri enti soggetti alla tutela governativa concorrano a sussidiare quegli istituti privati, qualunque ne sia la confessione o l'indirizzo, che affidino di sopperire alle esigenze dell'insegnamento nel Comune e diano insieme sicura garanzia di un buon andamento. Il sistema si può riassumere in poche parole: trasferire alle scuole private l'ufficio di classificazione sociale, che compete oggi alle scuole pubbliche. I privati fondano le scuole, che meglio credono; vi mettono a insegnare chi essi meglio credono; impongono agli insegnanti le idee che credono; impongono agli alunni le opinioni che credono. E lo Stato sta a guardare, lascia fare, mette la firma e paga per tutti. Quale posto rimanga in questo sistema per le scuole dello Stato, nessuno riescirà mai a vedere. La verità è che per esse non c'è posto. I clericali non osano dir questo: si contentano di impedire con la loro resistenza passiva che lo Stato migliori le scuole pubbliche; al resto penseranno essi, migliorando le scuole loro, coi quattrini dello Stato. Dopo venti anni di questo sistema, le scuole pubbliche saranno tutte morte; e le scuole private saranno le sole vive. E chi dirà scuole private, dirà 99 volte su 100 scuole clericali: perché fra tutte le associazioni private la sola Chiesa cattolica dispone delle forze finanziarie e del personale occorrente a prendere il posto delle scuole pubbliche. Lo Stato dopo che fu conquistato dai partiti liberali, ha dovuto, appunto per fronteggiare la potenza della Chiesa creare le sue scuole, cioè le scuole sciolte da ogni pregiudiziale cattolica, con un atto di pubblica autorità, e le sostiene col prelevare a favore di esse una parte delle· pubbliche entrate. Lo Stato liberale non ha distrutte le scuole clericali: ha create nuove scuole contro le antiche, privando le antiche del diritto di conferire diplomi aventi valore giuridico, e trasferendo alle scuole proprie questa parte della sovranità. Oggi che i clericali si avanzano per conquistare lo Stato, le posizioni s1 invertono: lo Stato che sente la loro pressione, deve abbandonare a sé le scuole proprie e favorire le scuole private. Ecco perché la Federazione occupandosi della riforma della scuola, ed esigendo che il governo non lasci piu le sue scuole nell'attuale stato di decadenza e di abbandono, compie opera altamente politica e direttamente anticlericale, meglio assai dei giacobini massoni i quali non sanno far altro che chiedere il divieto violento delle scuole private. 856 BibliotecaGino Bianco
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