Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Il programma scolastico dei clericali Né si dica che è sufficiente a salvaguar<lare questo diritto, che un g10rno della settimana, in un'ora determinata, un maestro, che molto probabilmente avrà diversa fede, apra un piccolo libro e lo legga colla freddezza di chi non lo comprende, e ne esiga dai fanciulli la meccanica ripetizione, come farebbe di una lezione di grammatica o di geometria elementare. Ah no, non è l'ora del catechismo segnata in un programma quello che noi domandiamo colla libertà della scuola. Gli è tutta la scuola, che noi uogliamo informata alla virtu del principio cristiano, e gli è cosi che l'insegnamento religioso comincia dalla prima ora del lunedi e termina coll'ultima ora del sabato. Sarà l'argomento della composizione, sarà il racconto di un atto virtuoso, sarà magari un tema di aritmetica, un brano dettato, sarà l'ammonimento dato al fanciullo, sarà il richiamo opportuno di una verità, sarà la spiegazione che il discepolo ogni giorno chiederà sugli enigmi che si affacciano alla sua mente e che ogni giorno ritornano, finché non siano spiegati, sarà la luce che il fanciullo domanderà su cento e cento misteri che appariscono alla sua piccola anima, saranno debolezze che rivelerà la sua coscienza che il maestro è chiamato a fortificare, saranno tendenze viziose che appariranno alla superficie di quelle anime e che il maestro dovrà correggere, saranno energie latenti che egli dovrà scoprire, suscitare, sospingere. È tutta l'anima del fanciullo che a sé ha affidata il maestro, e su di essa egli agisce ogni giorno ed ogni ora. Egli è perciò che noi intendiamo che quest'anima educhi, che questa coscienza egli formi come intende colui che di esso è il primo responsabile, il padre. Dimostrato - prosegue il prof. Boggiano - il diritto innegabile del padre di famiglia di educare i figli secondo il diritto morale e religioso che preferisce, dato l'obbligo dell'istruzione primaria, ne consegue il diritto dei padri di famiglia di avere non solo private, ma anche pubbliche scuole informate a quei supremi princip1 di morale e di religione che formano la base di quella che essi ritengono la sola educazione possibile pei loro figliuoli. E questa desidera l'enorme, impressionante volontà replicatamente manifestata (le statistiche sono eloquenti) dai padri di famiglia. Or poi che i cittadini concorrono nella misura del loro reddito a coprire le spese per i pubblici servizi, per le funzioni esercitate dagli enti pubblici, Stato, provincia e comune, e tra questi servizi o meglio, fra queste funzioni, precipua è quella dell'insegnamento, hanno pure diritto che questo sia informato ai loro criteri educativi, e che l'insegnamento morale e religioso non sia ridotto ad una vana lustra. Epperò noi non dobbiamo cessare dal propinare questo concetto che o con larghe assegnazioni fatte a scuole libere, informate appunto al desiderio dei padri di famiglia, o colla diretta istituzione di scuole - diciamo pure questa cosi temuta parola - di scuole confessionali, l'autorità pubblica, sia lo Stato, o sia il Comune con-isponda al libero voto, al sacrosanto diritto dei cittadini. Confessionali, ho detto, e per tutte le confessioni, per i cattolici, per i protestanti, per gli israeliti, per i liberi pensatori. E ciò dicendo so ed intendo di propugnare veramente il principio pieno di libertà, perché a quella guisa che a me cattolico ripugna di affidare un bambino ad un insegnante libero pensatore, socialista, comprendo come analoga ripugnanza possa avere il socialista ad affidare suo figlio ad un maestro che sia sacerdote. Esigendo il rispetto per le nostre convinzioni, dobbiamo volere che quelle di tutti siano rispettate, cosi il principio di libertà deve intendersi, solo cosi esso è accettabile. Ma ecco quali proposte pratiche da queste premesse teoriche ncava il prof. Boggiano: Considerato che la libertà di insegnamento, mentre costituisce un diritto naturale dell'uomo e del cittadino, sola può corrispondere in modo adeguato alle necessità di diffusione e di sviluppo della cultura in Italia; ritenuto che la conquista di questo diritto possa gradualmente conseguirsi con opportune riforme dei vigenti regolamenti scolastici; delibera di adoperarsi a far penetrare con propaganda attiva e costante, nella co855 BibliotecaGino Bianco

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