Il Congresso di Napoli Approvato quest'ordine del giorno, che prende di sana pianta dal programma dottrinario e giacobino della Massoneria la gallico-pappagallesca separazione della Chiesa dallo Stato, e la convocazione della Costituente per abolire il solo primo articolo dello Statuto, e la soppressione delle scuole private, e la esclusione di tutti i figli delle famiglie cattoliche dai convitti nazionali, e la esclusione dei preti dai concorsi per le scuole, la maggioranza del Congresso avrebbe dovuto, per coerenza, respingere coraggiosamente il capitolo VIII del mio ordine del giorno, che, sviluppando e specificando il famoso voto politico democratico del Congresso di Roma, impegnava la Federazione in una guerra aperta, non solo contro i preti neri, ma anche contro i preti verdi. Ma alla maggioranza mancò il coraggio di votare per appello nominale pro o contro la Massoneria. Nel lungo tumulto, col quale si cercò invano di farmi ritirare la domanda di appello nominale, nessun massone ebbe uno scatto di generosità e invitò i suoi fratelli a non violare quello che era un nostro diritto. E quando alcuni di coloro, che avevano firmata la domanda di appello nominale, stanchi e vinti dal lungo premeditato tumulto, ritirarono le loro firme dalla domanda e questa decadde, un grande sospiro di sollievo percorse la massa anonima dei fratelli urlanti e paurosi della luce. "Il problema che s'impone oggi in Italia ai partiti democratici in genere - in tutti i campi della vita civile - e alla Federazione in ispecie - sul terreno· ben limitato, ma strategicamente importantissimo, degli ordinamenti scolastici - è se la lotta necessaria contro la reazione clericale debba essere combattuta in nome della vera, della santa libertà del pensiero, in maniera che il trionfo immancabile della democrazia riesca a suo tempo a vantaggio di tutte le libertà, per tutte le idee, per tutti i partiti; o se gli amici della libertà debbano lasciarsi trascinare e sviare a rimorchio dalla Massoneria, in una lotta settaria, camonistica, astiosa, priva sempre di nobiltà, destituita quasi sempre di sincerità, buona solo, col suo giacobinismo ignorante, intollerante e volgare, a riabilitare il clericalismo. La risposta, che il futuro Congresso della Federazione darà a questo arduo problema, sarà un indice notevolissimo dell'orientamento, che tendono ad assumere le forze della nuova Italia nella lotta anticlericale; e contribuirà fortemente a determinare quest'orientamento." Cosf io scrivevo nell'aprile passato sul Tempo, e ripetevo sui Nuovi Doveri alla vigilia del Congresso di Napoli. Il Congresso non ha seguita la via che a me e - credo - a tutti gli spiriti liberi, sembra la migliore. Ma non per questo diminuisce in me la fede nell'avvenire della scuola italiana. Passerà quest'ora di errore. Il buon senso della maggioranza degl'insegnanti riprenderà. ben presto, anche in questo campo, i suoi diritti. Risplenderà dopo la nebbia il sole. Il Congresso di Napoli non ha decisa la battaglia: l'ha iniziata. 853 BibliotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==