La, laicità della scuola siero. Ma il Congresso era premuto da molto lavoro, la questione non era all'ordine del giorno, ed era insorta all'improvviso alla fine della discussione sull'opera del Consiglio Federale, che per essersi divagata e sperduta in mille vicoletti irritanti di specialissime accuse e di specialissime difese, era diventata lunghissima e occorreva fosse una buona volta chiusa; la stessa formula "neutralità politica e religiosa," che alcuni di noi avrebbero preferita, non era in fondo molto piu chiara di quell'altra. Ci contentammo, pertanto, della dichiarazione assai opportuna dell'Juvalta; ché votando la laicità egli non intendeva accettare nessun catechismo e nessun dogma di Stato; e aderimmo anche noi alla unanimità verbale, riservandoci di chiarirne nettamente le posizioni nel futuro Congresso che dovrà per deliberazione espressa ed unanime dei convenuti a Bologna trattare della scuola laica. Cioè dovrà dire che cosa si debba intendere per laicità della scuola, e con quali mezzi questa laicità si debba conquistare se non esiste, difendere se esiste. Nulla, dunque, è piu legittimo di quel movimento di incertezza, da cui fummo presi in parecchi al Congresso di Bologna prima di votare per acclamazione la scuola laica. Quella incertezza non era né debolezza di volontà, né opportunismo, né indice di addomesticamento. Essa nasceva dalla consapevolezza, che non ci mancava della complessità del problema del dovere che sentiamo di non compiere nessun atto di debolezza o di opportunismo, della ferma volontà che abbiamo di non lasciarci addomesticare proprio da nessuno. E la stessa incertezza sentiranno tutti coloro, che sono avvezzi a rendersi conto esatto del significato delle parole prima di adoperarle. Ai quali provvederà, crediamo, assai bene il Consiglio Federale se inviterà fino da ora le Sezioni della Federazione a discutere profondamente, durante quest'anno, il problema della laicità della scuola, affinché tutte le correnti sieno costrette nella lunga discussione a manifestarsi con la massima chiarezza, e i delegati vadano al Congresso con idee precise e nella impossibilità di cadere in equivoci di nessuna fatta. Solo in questo modo si potrà preparare pel Congresso una discussione nobile ed elevata, e una deliberazione degna della classe insegnante italiana e della organizzazione che la rappresenta. Discussione e deliberazione che avranno una influenza notevolissima sull'atteggiamento che le forze democratiche del paese vanno a poco a poco assumendo di fronte al crescente predominio clericale. Il problema, infatti, che s'impone oggi in Italia ai partiti democratici in genere su tutti i campi della vita civile, - e alla Federazione in ispecie - sul terreno ben limitato ma strategicamente importantissimo degli ordinamenti scolastici, è se la lotta necessaria contro la reazione clericale, poco importa se vilmente dissimulata dalle vili compiacenze del giolittismo marcoriano, debba essere combattuta in nome della vera, della santa libertà del pensiero, in maniera che il trionfo immancabile della democrazia riesca a suo tempo a 841 BibliotecaGino Bianco
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