Professori e teologi del resto non può dare se non il vino che ha. Anche ai miei tempi i presidi godevano mala fama tra gli insegnanti. Ed ecco che un bel giorno arriva alla stessa scuola milanese il seguente nuovo documento romano: MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE DIREZIONE GENERALE PER L'ISTRUZIONE CLASSICA DIV. I Pront. n. 3503 Risposta al foglio del 10-12-25 n. 3877 Roma, 20 novembre 1953 Al Provveditorato degli Studi di Milano OGGETTO:Libro di testo Fatti e Figure della Storia di G. Spini e M. Olobardi. Il Ministero, esaminando il testo Fatti e Figure della Storia di Spini e Olobar'di, voi. II, nella p-iu recente ristampa che l'Editore ha qui inviata, prende atto che le modifiche apportate al Cap. III sui punti che sono già stati oggetto di rilievo, testimoniano della buona volontà degli autori di non sostituire, come nella precedente edizione, vedute e interpretazioni personali all'esposizione dei fatti, istituzioni e dottrine che una seria impostazione scientifica e soprattutto la esigenza didattica, relativa ad una Scuola Media, consigliano di rappresentare nella loro obiettività. · Per le ragioni di cui sopra il Ministero ritiene di poter conseguentemente revocare le conclusioni della precedente comunicazione in merito. Il Ministro (f.to SEGNI) Sarebbe interessante sapere quali modifiche nel libro di testo abbiano placato le suscettibilità teolp-giche romane. A scanso di equivoci, dirò che se fosse stato soppresso o 'modificato nel libro qualche passo allo scopo di non pregiudicare nello spirito degli alunni in nessun senso qualche materia controversa, non ci sarebbe nulla da ridire. Bisogna nella scuola pubblica, specialmente se si tratti di scuola elementare o media inferiore, fare ogni sforzo per escludere discussioni intorno alle quali si accapigliano gli uomini fatti. Sarebbe già impresa ardua insegnare qualcosa su cui tutti sono d'accordo; è assurdo e disonesto volere ipotecare con metodi totalitari su materie controverse il pensiero futuro di scolaresche oggi mature. Maxima debetur pueris reverentia. "Quando sarà grande, farà a modo suo," dicono le nostre donne, mentre portano i bambini alla prima comunione. E gli insegnanti e gli autori dei libri di testo faranno bene ad imitarle, almeno quelli delle scuole pubbliche, che sono pagati da tutti i cittadini; e lascino la brutalità del fanatismo ai libri e agli insegnanti delle scuole private, clericali o comuniste che siano. Si comprende pure che l'editore di un libro scolastico presenti il testo riveduto a un consiglio di professori che lo abbia rifiutato~ e che il consiglio, ritornando sulla condanna, lo ribenedica. Ma nel documento del 20 novembre non è il Consiglio degli Insegnanti, che rivede il suo giudizio. Sono i padreterni romani che continuano a teologizzare. Ma come non avevano nessuna facoltà ieri di condan835 . BibliotecaGino Bianco
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