Problemi di riforma scolastica nare, cos1 non ne hanno nessuna oggi per assolvere: illegittimo il loro intervento nel secondo caso come nel primo. Insomma la correzione dello sproposito precedente - correzione della quale è doveroso dare atto e lode al Ministro Segni - suppone risoluta una questione di principio. Cioè anche assolvendo il libro che era stato condannato, il Ministro si attribuisce una facoltà di assolvere e di condannare che non gli spetta. Su questo punto non si dovrebbe transigere da chi intende che la libertà degli insegnanti rimanga illesa. Con questo non si risolve un altro problema. Deve un collegio di insegnanti poter fare quel che gli pare e piace, scegliendo anche libri stupidi o malvagi? Evidentemente, no. Ma quest'"evidentemente no" non deve essere il valico attraverso cui deve passare l'arbitrio dei burocrati romani: ieri quello della massoneria, ed oggi quello dei catechisti. Una soluzione ragionevole del problema sembrerebbe consistere nell'affidare al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione la facoltà di condannare un libro di testo disadatto, anche se adottato da un consiglio di professori - condannarlo solo dopo discussione pubblica degli elementi favorevoli o contrari, e a voto pubblico. Errori non se ne eviteranno; libri suggeriti da preconcetti religiosi e politici ce ne saranno sempre. Gli uomrn1 sono uonpm: è vano pretendere che agiscano come pontefici infallibili. Bisogna prenderli come sono, cercando solamente di limitare le loro tendenze a mal fare. Inoltre i padreterni romani, dopo avere riconosciuto una buona volta che il loro ufficio è quello di amministrare e non teologizzare, pubblicherebbero ogni anno l'elenco dei libri di testo adottati nelle scuole. Toccherebbe allora a chi si occupa di questioni scolastiche discutere pubblicamente i difetti e i pregi dei libri adottati e ricavare da quegli elenchi indicazioni preziose s_ul livello di cultura degli insegnanti, sulle correnti di pens'iero in essi prevalenti, sui pericoli di quelle correnti, sui provvedimenti necessari. In quella atmosfera di discussioni e di controlli, il Consiglio Superiore designerebbe i libri da bandire. Se un ministro mettesse ordine e buon senso in questa materia, non muterebbe la faccia del mondo, ma passerebbe attraverso il Ministero lasciando buona orma di sé almeno in quel settore. 836 BibliotecaGino Bianco
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