Problemi di riforma scolastica dall'Ispettorato centrale, il Ministero dovrebbe mandare per un anno a fare il tirocinio i vincitori dei concorsi. Dopo il tirocinio i giovani professori inizierebbero il periodo dello straordinariato, con una propria classe. Gli insegnanti provetti, a cui sarebbe affidato un tirocinante, potrebbero senza danno della scuola per alcuni mesi dell'anno - dal febbraio in poi - abbandonare a intervalli la classe al tirocinante, e fare molte ispezioni ai loro colleghi straordinari, che aspettano la promozione. Il denaro, risparmiato con la soppressione dei viaggi inutilmente lunghi degl'ispettori e con la soppressione delle riunioni di novembre, basterebbe a proporre una piccola indennità ai tirocinanti. I professori universitari rimarrebbero come ispettori dei soli professori ordinari, nei casi innanzi indicati. Professori e teolo gi1 Il Mondo del 27 ottobre 1953 pubblicò un documento, dal quale risultava che un sedentario del Ministero della Pubblica Istruzione, non individuato grazie a una firma illeggibile, si era messo a sdottoreggiare in teologia, e aveva condannato per motivi teologici un manuale di storia, che era stato adottato in una scuola media di Milano. E questo mentre nessuna legge autorizza nessun sedentario romano a intervenire nella scelta dei libri di testo, la quale spetta al collegio degli insegnanti. · Purtroppo il collegio della scuola milanese invece di mandare a quel paese il teologo di Roma, come ne aveva il dovere, si rimangiò la deliberazione precedente e consenti in maggioranza alla condanna illegalmente piovuta da Roma. A formare questa maggioranza contribuirono la insegnante di lavori donneschi, quella di educazione fisica, quello di disegno e i due catechisti, dai quali si può ritenere sia partita la denuncia contro il libro. Questi due facevano il loro mestiere. I lavori donneschi, l'educazione fisica e il disegno probabilmente non sapevano quel che facevano, e perciò vanno perdonati, conforme all'insegnamento di Gesu Cristo. Non potrebbero essere invece perdonati quegli insegnanti, che abdicando ad ogni dignità professionale, mancarono di rivendicare il diritto del collegio contro un'iniziativa offensiva, peggio ancora che illegale. La responsabilità massima va data al preside della scuola. Ma una botte repubblichina 1 Da "Il Mondo," 26 gennaio 1954. [N.d.C.] 834 BibliotecaGino Bianco
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