Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica Sui primi di settembre si riunirebbe a Roma la Commissione e procederebbe alla prova scritta. I lavori di revisione e di classificazione andrebbero avanti certo con grande rapidità, perché non vi sarebbero diarie, e perché ogni commissario avrebbe già lette le pubblicazioni. Onde non è arrischiato supporre che, per il 15 o il 20 settembre al piu tardi, la prima graduatoria di eliminazione sarebbe compiuta. In un mese si potrebbero compiere tutte le operazioni delle prove orali; e nella seconda metà di ottobre i commissad tornerebbero a casa e i vincitori potrebbero andare a posto. Non diciamo che qualche concorso non si mangerebbe anche la seconda metà di ottobre, e magari la prima di novembre; ma il male avrebbe sempre proporzioni infinitamente minori del disordine attuale. Questo sistema non richiede se non una riforma del regolamento e un po' di buona volontà e di lealtà in coloro che debbono applicare la legge dei concorsi. Quando, poi, si volesse ricorrere a provvedimenti legislativi, la pletora dei concorrenti e il lavoro delle Commissioni si potrebbe anche piu limitare. La differenza di studio, per es., fra scuole inferiori e superiori, fa s1 che i giovani non scelgano fino da principio la scuola in cui piu piace loro d'insegnare: ma chi amerebbe entrare fin da principio in un istituto di secondo grado, comincia col concorrere per un istituto di primo grado, a cui è annesso uno stipendio minore, e che perciò è ritenuto di piu facile conquista; e fatto il primo passo, assale l'istituto di secondo grado con l'aiuto dell'anzianità e dei titoli di carriera messi insieme nella scuola inferiore; viceversa chi avrebbe vocazione per rimanere coi bambini, è allettato a passare nelle scuole superiori perché al cambiamento di scuola corrisponde un aumento di stipendio: ed ecco due persone, che avrebbero fatto in vita loro un solo concorso, e invece ne fanno due! Il ruolo unico, fra gli altri inestimabili vantaggi, avrebbe anche quello di eliminare questo danno. E quando un disgraziato ha partecipato una, due, tre volte al concorso pe'r una data scuola, ed è stato sempre dichiarato inidoneo è ragionevole che gli si permetta di concorrere ancora? Non sarebbe atto di umanità togliergli ogni illusione, e tempo e fatica, escludendolo per legge dai concorsi futuri? Si libererebbero cosi i concorsi da una folla non indifferente di disgraziati, che crescerà sempre di anno in anno, che è votata a una sicura disfatta, e che non serve ad altro che a ritardare e rendere piu difficile la selezione degli adatti! Ed altri espedienti si potrebbero, credo, escogitare, per conservare in tutta la sua serietà il sistema dei concorsi, pur evitando i disordini di quest'anno. Tutto dipende, ripeto, dalla buona volontà e buona fede di chi - parlando col dovuto rispetto - sta in alto. margine le pubblicazioni che desidera vedere - le altre, s'intende che già le conoscerebbe -; e a concorso finito restituirebbe gli stampati ai proprietari. Sarebbe questo anche un mezzo per evitare i furti, di cui i concorrenti sono vittime ad ogni concorso. 830 BibliotecaGino Bianco

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