Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Troppi complici Ma un mtmstro di questo genere sarebbe odiato a morte dai burocratici, che troverebbero in lui, non un gerente, ma un giudice; e sarebbe combattuto senza tregua dai politicanti, che considererebbero come traditore del partito il Ministro che rifiutasse favori ai galoppini della maggioranza parlamentare. Sarebbe un ingenuo, sarebbe un inabile, sarebbe nella compagine ministeriale una debolezza, una quantità negativa. E i suoi stessi colleghi di Ministero si affretterebbero affannosamente a sbarazzarsene, salvo che un largo e risoluto movimento della opinione pubblica non si offrisse a sostenere il Ministro ingenuo contro i colleghi furbi, contro i burocratici e contro i politicanti. Prepariamo, dunque, la opinione pubblica a compiere questo suo dovere. Facciamo penetrare bene a fondo nella coscienza nazionale il sentimento della gravità delle questioni scolastiche. Riveliamo senza riguardi le cause dei mali attuali e la necessità e le vie dei rimedi. Combattiamo sistematicamente ministri, burocratici e politicanti, non lasciando passare senza una parola di critica e di protesta il piu piccolo dei loro errori, la piu piccola delle loro disonestà. Rendiamo intollerabile ai Ministri la loro situazione, fino a quando non si decideranno con uno sforzo di moralità e di energia ad uscirne. Bisogna che il ministero della Pubblica Istruzione sia la tomba degli uomini politici, finché essi non comprenderanno la necessità di mutare strada. Quando non si potrà andare piu avanti per la vecchia via, quando le presenti abitudini amministrative sieno completamente e irreparabilmente discreditate, quando le proteste clamorose e ininterrotte del pubblico non lasceranno piu passare inosservata e impunita nessuna colpa e nessun fallo, quando la necessità del rimedio non potrà essere disconosciuta neanche dai piu interessati o dai piu refrattari, allora il ministro dell'Istruzione one• sto, rigido, riformatore... ingenuo si troverà. Putrescat ut resurgat! Troppi, complici/1 A noi importa assai poco sapere se Nunzio Nasi sia innocente o colpevole delle piccole ladrerie da serva infedele, di cui è accusato. Gli auguriamo, anzi, che riesca a dimostrare con prove sicure la sua innocenza. 1 Da "Nuovi Doveri," 30 novembre 1907. [N.d.C.] 823 . BibliotecaGino Bianco I

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