Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riform,a scolastica sabili interessi elettorali. E alla loro volta i burocratici sono ben lieti di scaricare sul Ministro onnipotente tutta la responsabilità di ciò che essi fanno, e se ne servono come di un burattino che fuma le carte a tonnellate, fingendo di averle lette, e firmando assume personalmente il carico di quanto i burocratici hanno manipolato. Certo la onnipotenza ha le sue attrattive: chi ha le mani legate, per esempio, dalla legge sullo stato giuridico degl'insegnanti secondari, non può nominare un professore senza concorso per far piacere a un ascaro della maggioranza, non può disporre trasferimenti secondo i desideri delle camorre locali: ed è penoso assai per un Ministro doversi dichiarare impotente a fare un piccolo favore ai suoi migliori amici. Ma chi senta con animo fiero e incorrotto tutta la nobile dignità dell'ufficio di Ministro, chi senta quanto indecorosa e umiliante sia questa condizione di gerente di affari miseri e volgari, a cui le maggioranze parlamentari riducono i loro Ministri, deve esser ben lieto che la legge sullo stato giuridico gli dia modo di sbarazzarsi di mille seccature, di rifiutare mille sollecitazioni, di liberarsi la coscienza dal peso di mille ingiustizie col semplice appello a un articolo di legge, che nessuna volontà di Ministro ha mezzo di violare. L'ufficio del Ministro in uno Stato bene ordinato non è quello di fare e disfare a modo suo in mancanza di leggi: è quello di sorvegliare i funzionai-i competenti, perché applichino con intelligenza e onestà le leggi fatte dal Parlamento, e di promuovere tutti quei provvedimenti legislativi che la pratica dell'amministrazione giornaliera rivela necessari. Il Ministro dev'essere l'Ispettore politico dei funzionari amministrativi, liberi e responsabili, non il funzionario amministrativo per eccellenza che assorbe in sé tutti i poteri, si sovrappone ad ogni autorità, fa le parti finanche dei vicesegretari, e... dimentica di fare la propria parte. E non dovrebbe essere difficile a un uomo di buon senso capire tutto il guadagno che egli ricaverebbe dall'abbandonare pienamente ai funzionari tecnici la trattazione di tutti gli affari amministrativi giornalieri, obbligandoli a risolvere da soli con piena libertà e con piena responsabilità le questioni, liberando senza riguardo l'amministrazione di tutti coloro che si rivelassero via via inetti o infedeli nella loro sfera d'azione, affidando a corpi tecnici autonomi, analoghi alla Giunta superiore dell'Istruzione media, il potere disciplinare sui funzionari e l'esame di tutte le controversie amministrative, affidando ad altri corpi tecnici autonomi e permanenti - ecco una delle funzioni del futuro Ispettorato, quando sia bene ordinato! - lo studio sistematico delle riforme scolastiche, e concentrando tutta la sua opera personale nel presiedere questi organi di controllo e di studio, e nell'elaborare, d'accordo con essi e con l'aiuto dell'esperienza da essi raccolta, tutti quei provvedimenti legislativi o regolamentari di indole generale che apparissero opportuni a determinar meglio gli uffici e le responsabilità dei funzionari e a promuovere un migliore ordinamento delle scuole. 822 BibliotecaGino Bianco

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